«Cantù e Brianza, mafia radicata
Non si può abbassare la guardia»

La Commissione regionale antimafia ieri in città, ospite dell’Osservatorio sulla legalità. Scalpore per gli ultimi arresti in Brianza. Le parole del sindaco. L’assessore Cattaneo: «Momento pericoloso». Aperto lo sportello di denuncia e di ascolto: si chiamerà “Cantuccio”. Applauso ai Carabinieri

«Cantù e Brianza, mafia radicata Non si può abbassare la guardia»
Cantù. Incontro con la Commissione regionale Antimafia. Salone dei Convegni. Al ttavolo, da sinistra Monica Forte, Benedetto Madonia, Angelo Orsenigo
(Foto di Christian Galimberti)

Il logo “No Mafia Cantù” su alcune mascherine, distribuite ieri dall’assessore alla sicurezza Maurizio Cattaneo, utilizzato in futuro per le iniziative della Consulta permanente Sicurezza e Legalità del Comune di Cantù. Lo sportello di denuncia e di ascolto: si chiamerà “Cantuccio”, come ha annunciato Benedetto Madonia, presidente della Consulta. E poi, il saluto del sindaco Alice Galbiati, in una lettera letta ai presenti: «Un appuntamento cui tengo particolarmente e che acquista un’importanza ancora più pregnante alla luce degli arresti (di ’ndrangheta, ndr) eseguiti la scorsa settimana dalla Compagnia dei Carabinieri di Cantù. La conferma che il fenomeno mafioso è ben radicato nei nostri territori. La conferma che non possiamo permetterci di abbassare la guardia». Lunedì, Salone dei Convegni, ore 17. La Consulta ospita la Commissione Regionale Antimafia. Il sindaco Galbiati avrebbe voluto esserci, ma per un problema personale non può. Viene letto il suo messaggio dal vice Giuseppe Molteni.

«Ringrazio la presidente della Commissione Antimafia della Regione Lombardia, Monica Forte, e il commissario Angelo Orsenigo per la loro disponibilità a condividere con il Comune di Cantù la loro competenza ed esperienza, e confrontarsi con noi sulle misure più efficaci per contrastare il pericolo d’infiltrazione mafiosa, in questo difficile momento economico post coronavirus», scrive il sindaco, che augura buon lavoro con una frase del magistrato Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia.

«Questo incontro è uno dei tanti segni che abbiamo voluto dare in questi mesi - dice l’assessore Cattaneo: di recente, il Comune ha affisso uno striscione fuori dal municipio per commemorare proprio la morte di Falcone - Contro il virus delle mafie bisogna sviluppare sempre gli anticorpi, e Cantù non vuole arrendersi. In questo momento bisogna stare vicini al piccolo commercio». A moderare l’incontro, Madonia, anche presidente del Centro Studi Sociali contro le mafie “Progetto San Francesco” di Cermenate. Ha chiesto innanzitutto un applauso ai Carabinieri presenti in sala.

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