Cantù esce dal gruppo antimafia  «Costa troppo? No, brutto segnale»
Il consiglio comunale con il pm antimafia, la seconda da sinistra, a fianco del sindaco Edgardo Arosio

Cantù esce dal gruppo antimafia

«Costa troppo? No, brutto segnale»

In consiglio la proposta di non aderire più all’associazione Avviso Pubblico

A meno di un anno dagli arresti che hanno spalancato gli occhi dei canturini su quanto radicata sia la presenza della criminalità organizzata in città, davanti al consiglio comunale arriva la proposta di uscire dall’associazione Avviso Pubblico, nata una ventina d’anni fa per riunire gli amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica e le buone pratiche nella lotta alle infiltrazioni mafiose nei Comuni.

Un segnale estremamente grave, secondo le opposizioni, che hanno sollevato la questione chiedendo di posticipare la votazione in merito. La giunta guidata dal sindaco Edgardo Arosio nei mesi scorsi aveva fatto partire da parte degli uffici di piazza Parini una verifica su tutti i rapporti associativi in essere, per tagliare quelli ritenuti non strategici in un’ottica di contenimento dei costi. E la maggioranza, ora, conferma la volontà di sospendere l’atto di recesso, che richiede un maggiore approfondimento. Avviso Pubblico è una rete nata nel 1996 con l’intento di collegare ed organizzare gli amministratori impegnati a favore della legalità democratica nella politica e della pubblica amministrazione.

In Lombardia conta un discreto numero di adesioni nell’area della Città Metropolitana di Milano, nel Comasco invece ne fanno parte Cantù, Como, Cucciago, Menaggio, Olgiate Comasco e Uggiate Trevano. La sua attività comprende l’organizzazione di eventi divulgativi e di formazione, inoltre ha realizzato una banca dati che raccoglie le buone prassi messe in atto dagli enti locali per prevenire e contrastare la corruzione e le infiltrazioni mafiose.

© RIPRODUZIONE RISERVATA