Cantù, Galbiati critica Conte  «Solo pacche sulle spalle»
Alice Galbiati, sindaco di Cantù

Cantù, Galbiati critica Conte

«Solo pacche sulle spalle»

Secondo il sindaco i soldi offerti ai Comuni sono pochi: «Non c ’è nemmeno certezza su quando arriveranno»

«Una pacca sulla spalla e poco più». Il sindaco Alice Galbiati ha accolto con un certo sarcasmo l’annuncio del primo ministro Giuseppe Conte del nuovo decreto per girare la somma di 4,3 miliardi di euro ai Comuni, anticipando risorse del fondo di solidarietà dei Comuni, oltre a quattrocento milioni per i buoni spesa per chi è in difficoltà.

«Il primo ministro Conte ha definito i Sindaci Italiani “le prime sentinelle del governo”», scrive il primo cittadino leghista, aggiungendo poi che queste sentinelle vengono lasciate «Sole. Con arco e frecce». Conte ha illustrato il nuovo decreto, che mette a disposizione dei Comuni 4,3 miliardi con l’aggiunta di ulteriori quattrocento milioni destinati ai Comuni con il vincolo di destinarlo alle persone che non abbiano i soldi per fare la spesa.

Provvedimento aspramente criticato da Matteo Salvini. E anche il sindaco Alice Galbiati non si è sottratta. Le sentinelle, come Conte definisce i sindaci, scrive, «sono in guerra, sa che stanno gestendo in prima linea la più grande emergenza sanitaria della storia recente. Lo sa, eppure avvisandoli solo in diretta televisiva, li manda a questa guerra con arco e frecce».

Ovvero 400 milioni per il sostegno alimentare delle famiglie e 4 miliardi «anticipo del Fondo di solidarietà, già dovuto ai Comuni ed alimentato con i soldi degli stessi – continua -. Quello che in conferenza stampa sembrava in fiume di denaro si rivela essere un rigagnolo».

Non solo, aggiunge il primo cittadino canturino, «senza informarli circa i tempi di ricezione dei fondi, pone in capo a Sindaci e Servizi Sociali la responsabilità di individuarne i criteri di attribuzione. Il tutto con una macchina amministrativa comunale costretta a viaggiare al minimo, ma sempre pronta a mettere in campo ogni sforzo a sostegno dei cittadini».

Quindi l’affondo finale, amaro: «Spente le luci della diretta, caro primo ministro, restano donne e uomini della Protezione civile, donne e uomini delle forze di Polizia, donne e uomini dei Corpi volontari che oramai da più di un mese sono coinvolti nell’emergenza. E restano le sentinelle. Sole. Con arco e frecce».


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