Cantù, islamici in preghiera  La Lega si rivolge a Minniti
Un’immagine della festa in via Milano diffusa dal deputato Nicola Molteni

Cantù, islamici in preghiera

La Lega si rivolge a Minniti

Insorge il deputato del Carroccio Nicola Molteni: «Hanno ignorato la nostra diffida». Il parlamentare chiede il sequestro dell’immobile e il Daspo per i rappresentanti della comunità islamica

Il sindaco leghista Edgardo Arosio aveva diffidato gli islamici dell’associazione culturale Asslam dal celebrare la festa del sacrificio nel capannone recentemente acquistato in via Milano e, secondo il Carroccio, utilizzato impropriamente come moschea.

Questa mattina i fedeli mussulmani, utilizzando anche un tendone allestito nel cortile - il limite per legge della capienza del capannone è di 99 persone -, si sono ritrovati lo stesso per celebrare il rito.

Tanto è bastato per fare scattare la netta condanna dell’episodio da parte del deputato lumbard Nicola Molteni il quale, oltre ad avere pubblicato un comunicato, annuncia anche un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno Marco Minniti.

«Questa mattina dalle 7 alle 9 oltre 600 islamici hanno celebrato la Festa del Sacrificio in un capannone artigianale in via Milano 127/c a Cantù utilizzato da tempo come moschea abusiva da parte dell’Associazione maomettana “Assalam” violando tutte le prescrizioni di diffida e di divieto emanate dal sindaco Arosio, contravvenendo alla normativa vigente in materia urbanistica e la legge regionale sulla disciplina dei luoghi di culto» sostiene Molteni.

«Un atto gravissimo senza precedenti che certifica il loro disprezzo per le nostre leggi, il loro assiduo inganno sull’attività di preghiera svolta e la loro incapacità di convivere e integrarsi con la comunità che li ospita. Oggi la comunità islamica di Cantù ha sfidato le istituzioni locali e nazionali. Oggi si è sacrificato sul loro altare di preghiera la legalità, il nostro diritto e il rispetto delle regole a cui ogni cittadino canturino è tenuto ad attenersi. Sappia l’associazione islamica che la nostra comunità non è regolata dal Corano ma dalle leggi dello stato. Ora chiedo un intervento immediato da parte delle istituzioni competenti per reprimere questa enclave di illegalità a Cantù. Chiedo il sequestro dell’immobile, la chiusura della moschea e il Daspo per i rappresentanti dell’associazione Islamica» conclude il deputato leghista.

Altri dettagli sul giornale in edicola sabato 2 settembre.

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