Cantù, la beffa degli autovelox  I contenitori rimangono vuoti
La colonnina in corso Europa circondata dalla vegetazione (Foto by Silvia Cattaneo)

Cantù, la beffa degli autovelox

I contenitori rimangono vuoti

La giunta Bizzozero spese 80mila euro ma senza agenti presenti non si possono usare. Svanito anche l’effetto deterrente. L’assessore Cattaneo: «Valuteremo come sfruttarli meglio»

Tre anni fa, in città gli automobilisti vissero mesi di fifa blu. Il colore delle colonnine dei famigerati autovelox disseminati lungo le strade più trafficate, per beccare in fallo chi corresse troppo. Oggi non spaventano più nessuno: sono vuote, abbandonate a loro stesse, inutilizzate ed inutili.

Tanto che l’amministrazione comunale dovrà decidere cosa farne. «Noi li abbiamo ereditati – dice l’assessore alla Sicurezza e ai Lavori Pubblici Maurizio Cattaneo – e li abbiamo trovati già così, vuoti. Effettueremo dei ragionamenti in merito, per capire come erano stati pensati e come possiamo agire noi ora».

L’iniziativa era stata promossa dalla giunta allora guidata dal sindaco Claudio Bizzozero, che aveva deciso di installare dieci colonnine nei punti dove si registra il maggior numero di incidenti.

Ovvero in via Mazzini, all’altezza della casa famiglia Giuseppina Ballerini; in via Como poco distante dal ristorante Capolinea; in corso Europa, dopo la piattaforma ecologica; in via Giovanni da Cermenate, nelle vicinanze del Campo Solare; in via Milano, in via Mentana, verso Vighizzolo; in piazza Piave sempre a Vighizzolo; a Mirabello, in via Piemonte, a Cascina Amata, in via Monte Baldo; in via per Cucciago, dietro il Sant’Elia.

Dieci contenitori vuoti e a turno, in due, sarebbe stato quotidianamente inserito il telelaser. Sfuggire alla cinica lotteria della sanzione pareva impossibile e il malumore tra i canturini raggiunse picchi notevoli.

Arrivò, invece, la diffusa consapevolezza che le rilevazioni in remoto non sono possibili, e che quindi fosse sempre necessaria la presenza degli agenti in prossimità delle colonnine. E la loro stagione, di fatto, terminò lì.

Oggi i dieci armadi metallici sono vuoti da tempo, i vetri danneggiati mai sostituiti. Non servono rilevazioni scientifiche per confermarlo, bastano le ragnatele. Le auto hanno smesso di frenare bruscamente nei loro pressi e persino i vandali ormai non li degnano più di uno sguardo, mentre la vegetazione cerca di inghiottirne qualcuno.


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