Cantù, la foto in vetrina è “osè”  Multa per intralcio al traffico
Il Dipinto all’incrocio tra viale Madonna e via Uberto da Canturio con il titolare Andrea Dall’Oco

Cantù, la foto in vetrina è “osè”

Multa per intralcio al traffico

L’immagine esposta all’ingresso della mostra al Dipinto creava «un potenziale pericolo» Sanzione di 150 euro.

Dice l’articolo 23 del codice della strada che è vietato collocare lungo vie e piazze cartelli e manifesti che possano «arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione».

Certamente non creava disturbo agli automobilisti, soprattutto di sesso maschile s’immagina, la foto con cui Il Dipinto annunciava la mostra ospitata al suo interno, ma secondo la polizia locale li distraeva eccome. Tanto da multare il titolare del negozio di cornici su misura, perché ritenuta eccessivamente provocante.

L’immagine in questione, in effetti, non passa inosservata, e ritrae una modella, una giovane donna seduta con le gambe divaricate, con indosso un body nero scollato e la testa reclinata all’indietro. Ora è stata rimossa, ma è ancora possibile ammirarla, visto che l’immagine fa parte della mostra PPink, che vede protagonisti gli scatti del giovane fotografo carimatese Andrea Allevi, ospitata fino a oggi, ultimo giorno d’apertura, nello spazio espositivo all’angolo tra viale Madonna e via Uberto da Canturio.

«Si tratta – spiega il titolare Andrea Dall’Oco – di immagini un po’ audaci, ma con tutto quello che si vede oggi per strada o in tv direi che è all’acqua di rose. A Milano, probabilmente, sarebbe passata indisturbata». A Cantù non è stato così, e quella locandina che occupava l’intera altezza della porta d’ingresso è stata notata. Anche dalla polizia locale, che è arrivata nel negozio con tre agenti. E l’ha multato. «Quella che si è configurata – ha spiegato il comandante della polizia locale Vincenzo Aiello - è una violazione dell’articolo 23 del codice della strada, relativo alle pubblicità che creano nocumento alla circolazione. Siamo intervenuti perché c’era un potenziale pericolo per la sicurezza».

(Silvia Cattaneo)


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