Cantù, l’addio a Maria Casati
tra le crocerossine. Folla al Santuario

L’imprenditrice, volontaria ed ex assessore ricordata con affetto anche da Metrangolo ed Arosio. Benati: «Il suo ricordo con uno spazio di Cna a Como»

«Il nostro grazie non basta, Maria. Faremo tesoro della tua dedizione, che sia di esempio a tutti noi». C’erano commozione e gratitudine sincere nelle parole del presidente cittadino della Croce Rossa Giuseppe Griffini quando ieri è salito sull’altare del santuario della Madonna dei Miracoli, gremito per l’ultimo saluto a Maria Fumagalli Casati, scomparsa venerdì a 74 anni portata via dalla malattia.

Imprenditrice nell’azienda di famiglia - La Cucina Casati -, amministratrice comunale come assessore sul finire degli anni Novanta con Edgardo Arosio sindaco e volontaria instancabile.

Ispettrice delle Crocerossine, le infermiere volontarie, dal 2011, ma diplomata fin dal 1986. Piena d’orgoglio nel portare quel velo blu che è stato appoggiato anche sulla bara ricoperta di fiori candidi, per accompagnarla nell’ultimo viaggio. Non è voluta mancare l’ispettrice regionale Vittorina Arconti e la Croce Rossa militare, in segno d’omaggio, ha mandato anche dei mezzi storici.

Il mondo del volontariato, quello dell’artigianato, quello della politica si sono stretti attorno al marito Flavio e ai figli Roberto, Carlo e Claudia. Così come forte è stato il cordoglio da parte dell’amministrazione comunale.

Il gonfalone della città listato a lutto accanto all’altare, e l’assessore alla Sicurezza Antonio Metrangolo, con la fascia tricolore, ha letto un messaggio firmato da lui e da Edgardo Arosio, a propria volta tra i banchi della chiesa: «La tua vita è tutta un inno alla generosità, all’impegno, agli altri, alla tenace ricerca di servire, di venire incontro».

E ancora: «Grazie Maria per i tuoi non comuni talenti che, vent’anni fa, hai versato in qualità di assessore al Commercio, Artigianato e Servizi Sociali». Un dolore che ha davvero unito l’intera città, perché vasto è stato l’impegno di Maria Casati.

È stata presidente della Fondazione Eleonora e Lidia di Figino Serenza, della casa di riposo Garibaldi Pogliani, responsabile della seconda struttura della casa famiglia “Al Ciliegio” di Vertemate con Minoprio. E poi, appunto, l’artigianato. La Cna era la sua seconda famiglia, ed era presidente di Cna Servizi.

«Maria è stata sempre presente, determinante, pronta a dare un contributo – ha annunciato il presidente comasco Enrico Benati –. Stiamo realizzando un progetto di housing sociale con la Croce Rossa, a Como, ristrutturando un palazzo di via Italia Libera, e auspichiamo che si possa far sì che uno degli spazi sia intitolato a lei, perché ci aiuti a ricordarla per sempre». Una vita piena, ha sottolineato anche don Giovanni Afker nell’omelia.

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