Cantù, l’ultimo abbraccio   a Celestina Castiglia
Commozione ai funerali di Celestina Castiglia, nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

Cantù, l’ultimo abbraccio

a Celestina Castiglia

Vighizzolo L’ultimo omaggio alla pensionata uccisa dal compagno della figlia

Il dolore che non ha parole. E che forse preferisce non averne.
Meglio un dolore silenzioso, che l’umana parola, portatrice di divisioni e conflitti. Come quelli avvenuti, soprattutto negli ultimi mesi, nella casa di via Cartesio. Dove Celestina Castiglia, 78 anni, è stata uccisa con sette coltellate, di cui una alla gola, da Massimiliano Bellugi, 40 anni, il convivente della figlia. Che con la figlia abitava nell’appartamento al piano di sopra.

Lei - Sonia Cristofaro - senza più la madre, il compagno reo confesso in carcere, resta qualche passo dietro la bara. Forse anche per proteggere dagli sguardi il suo bambino. Davanti, subito dietro il cuscino di rose rosse e bianche, c’è il dolore dell’altro figlio di Celestina, Roberto. Straziato.

«Il Signore dia speranza e serenità nel cuore di coloro che la piangono - le parole durante l’omelia funebre di don Paolo Dondossola - Aiuti anche le persone colpite, in questo momento di dolore, a ritrovare la speranza e affidarsi all’amore misericordioso di Cristo. L’unico amore capace di cambiare il cuore».

Un lunedì pomeriggio - ieri, dalle 15 - con un centinaio di persone ai funerali della bidella in pensione della scuola d’arte di via Andina, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, la parrocchiale di Vighizzolo, la frazione dove martedì è avvenuto l’omicidio. Nell’ordine delle decine, i presenti. Ci sono alcuni amici e conoscenti di famiglia. Qualche docente e qualche collega della scuola.

«È un ultimo saluto che dobbiamo fare in modo molto sobrio, senza entrare in certe situazioni che solo il Signore sa leggere nel cuore, nella profondità, e di cui solo il Signore sa dare il suo giudizio - dice - Il funerale cristiano porta dentro di sé tutta questa speranza. Anche per le situazioni più difficili, tragiche. Ecco che nei momenti di profonda difficoltà, è possibile un momento di luce, una possibilità di speranza, che nasce dalla resurrezione di Cristo».


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