Cantù, morti quasi raddoppiati  In aprile 89 contro i 47 del 2019
Coronavirus. Cantù. Bandiere a mezz’asta in municipio per i primi morti. Piazza Parini. (Foto by Christian Galimberti)

Cantù, morti quasi raddoppiati

In aprile 89 contro i 47 del 2019

Chiuso un mese ancora più nero di marzo (74 decessi). Il dato Covid ufficiale: 40. Il vicesindaco: «Numeri pesanti, segno dell’emergenza. Mi appello alla responsabilità di tutti»

Il doppio dei morti. Si è chiuso un altro mese nero nei conteggi dell’anagrafe, per i decessi avvenuti in città ad aprile. Il raffronto con lo stesso periodo dello scorso anno è impietoso. Nell’aprile 2019, infatti, i morti furono 47, grossomodo in linea con le statistiche degli altri mesi dell’anno. Quest’anno, aprile 2020, nel pieno dell’emergenza coronavirus, e non è evidentemente un caso, praticamente il doppio: 89. La percentuale esatta che conduce al quasi raddoppio, nel confronto tra un aprile e l’altro, è piuttosto impressionante: +89,4%. Senza dimenticare che già marzo, con 74 decessi, era stato un mese pesante: +39,6%, rispetto al precedente mese di febbraio, a testimonianza di come il picco sia avvenuto proprio in piena emergenza sanitaria.

Da marzo ad aprile, purtroppo, i decessi sono saliti di un ulteriore quinto: +20,3%. Da ricordare che, nel 2019, a gennaio si erano registrati 54 decessi in città, 58 a febbraio, altri 58 a marzo. Nel 2020, gennaio 59, febbraio 53. E poi, appunto marzo 74, aprile 89. Segnali che qualcosa di anomalo è senz’altro accaduto, in un territorio che ha visto, solo nel mese di aprile, ben 60 morti nelle Rsa, dato che comprende le tre strutture cittadine e Capiago Intimiano. Non sono stati fatti, di regola, tamponi ai defunti per sancirne o meno la positività: nel bilancio dei morti ufficialmente per Covid, a Cantù - intesi: i residenti - il numero attuale dice 40 in due mesi. Ben diverso, quindi, il dato dell’anagrafe, proiettato su tutt’altri valori. Soprattutto, numeri dietro cui ci sono volti, nomi e cognomi di persone che non ci sono più. E che non hanno potuto nemmeno vedere i loro cari per l’ultima volta, in molti casi. «Sono purtroppo numeri pesanti - dice il vicesindaco Giuseppe Molteni - Siamo tutti consapevoli della problematicità legata alla situazione emergenziale. Mi appello alla responsabilità di tutti».


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