Cantù, ’ndrangheta e pestaggi in piazza  «Da noi in Calabria si fa così»
I Carabinieri della Compagnia di Cantù hanno notificato le tre ordinanze di custodia in carcere

Cantù, ’ndrangheta e pestaggi in piazza

«Da noi in Calabria si fa così»

I carabinieri hanno notificato altri tre ordini d’arresto a Morabito, Duzioni e Torzillo . C’è l’aggravante del metodo mafioso. La vittima presa a calci in testa: mandibola fratturata

I «bulli», quando c’era da menare le mani, spiegavano anche il motivo dell’aggressione alle loro vittime: «Da noi, in Calabria, si fa così». Peccato che il teatro di calci, pugni e mandibole spaccate non fosse la Locride, ma le centralissime vie di Cantù.

I carabinieri del nucleo investigativo di via Manzoni assestano un altro colpo ai presunti componenti e fiancheggiatori della ’ndrangheta in Brianza e notificano altre tre ordinanze di custodia cautelare in carcere ad altrettanti giovani già arrestati il 26 settembre scorso. Il nuovo giro di chiave è stato dato alle celle dove si trovano Giuseppe Morabito, 31 anni, nato a Locri ma residente a Cantù, già accusato - tra l’altro - di associazione a delinquere di stampo mafioso, Valerio Torzillo, 23 anni, nato a Cantù ma residente a Cermenate e a Jacopo Duzioni, 25 anni nato a Como e residente pure lui a Cermenate.

L’inchiesta

A chiedere e ottenere l’arresto è stato il pm Alessandra Dolci della direzione distrettuale antimafia di Milano che contesta ai tre l’accusa di lesioni gravi con l’aggravante del metodo mafioso.

L’episodio che ha convinto la magistratura a emettere una nuova ordinanza di custodia in carcere risale al 24 aprile scorso.. Tra le due e le quattro del mattino un 27enne domenicano stava mangiando un panino con un amico all’esterno del kebab di via Roma.

All’improvviso ecco comparire un gruppetto di sette o otto persone - tra queste, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, vi erano Morabito, Torzillo e Duzioni - conosciuto in giro per Cantù come «il gruppo dei calabresi». Senza alcun apparente motivo il giovane domenicano è stato raggiunto da una impressionante serie di calci e pugni al motto: «Da noi in Calabria si fa così». Caduto a terra, il giovane è stato trascinato per le gambe e di nuovo colpito a calci anche alla testa. Passerà giorni in ospedale, nel reparto maxillofacciale, con la mandibola fratturata.

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