Cantù si divide sul dormitorio
Lega contro, minoranza a favore

L’ipotesi di Garbagnati (Incontri) apre il dibattito. L’opposizione: «Un tetto a chi è senza». Molteni: «Strumento sbagliato che non serve». Il sindaco: «Impedimenti gestionali e strutturali

Cantù si divide sul dormitorio Lega contro, minoranza a favore
Un senzatetto nei garage di un supermercato di via per Alzate. Cantù.
(Foto di Christian Galimberti)

Divide la politica l’ipotesi di un dormitorio d’emergenza, nella città dove ci sono tra i cinque e dieci senzatetto, come riferito dal presidente di Incontri Carlo Garbagnati, l’associazione che gestisce la mensa di solidarietà di via Cimarosa. Da una parte, la Lega, in sostanza, contraria all’idea. Dall’altra, la minoranza consiliare, di fatto, favorevole a trovare una soluzione per chi non ha una casa.

L’argomento si impone a partire dalla foto scattata da una lettrice de La Provincia nel parcheggio coperto, all’esterno di tre supermercati fra via per Alzate e via Mentana: un uomo in un sacco a pelo, in terra, tra un posto l’auto e l’altro, al freddo. «Purtroppo è tutto molto difficile, con la pandemia - le parole di Garbagnati - Un dormitorio? A Cantù, nel terzo settore, se ne è spesso parlato. Ma con questa situazione, l’accoglienza non è semplice, anche se “mai dire mai”. Potrebbe essere una soluzione un dormitorio d’emergenza. Ma prima di tutto bisogna valutare se ci sono i volontari. E se c’è un ambiente, che, di questi tempi, deve essere adatto».

Il deputato: «Contrarissimo»

In Lega, è di netta contrarietà l’opinione del deputato Nicola Molteni. «Sono contrarissimo all’ipotesi dormitorio a Cantù - dice - Non serve, perché la rete di protezione sociale e di assistenza di Cantù è efficiente e funziona molto bene, dai servizi sociali del Comune ai servizi di sostegno offerti dal mondo del volontariato. Un dormitorio sarebbe uno strumento sbagliato e soprattutto di attrazione di nuova immigrazione illegale visto che gran parte dei senza tetto in giro per la provincia, vedasi Como, sono immigrati illegali che vanno espulsi e non beneficiati di un dormitorio. Per noi il tema non si pone».

Leghista anche il sindaco Alice Galbiati, che sottolinea i vincoli e gli impedimenti: «Le valutazioni espresse da Garbagnati in merito ai vincoli sono condivisibili. Gli impedimenti sono sia gestionali che strutturali. Tutto ciò fermo restando che la risposta dei servizi e del volontariato canturino si sforza quotidianamente di essere il più completa possibile».

Maspero: «Solo casi sporadici»

Gabriele Maspero, capogruppo consiliare Lega: «Credo che la sporadicità dei casi di senzatetto non giustifichi neanche in teoria l’apertura a Cantù di un dormitorio. Qui non sarebbe una soluzione a un problema, ma una spinta ad assecondare una società sradicata, che attira disagio da fuori. Il dormitorio non si addice una Cantù a misura di famiglia che vanta i servizi sociali migliori del territorio. Casi rari di marginalità qui si seguono individualmente».

Per Paolo Di Febo, capogruppo consiliare di Lavori in Corso: «Io sono assolutamente d’accordo con l’idea di un dormitorio, è un problema che va affrontato. Credo che sia da proporre, penso che sia doveroso che venga data l’opportunità di un alloggio dignitoso, anche sotto il punto di vista cristiano. Credo che la proposta debba essere accolta e con l’aiuto di tutti perfezionata».

Antonio Pagani, consigliere comunale Pd: «Garbagnati rappresenta un’associazione benemerita, ci impegniamo ad approfondire la questione, a lui riconosciamo competenza e attenzione sufficiente sui bisogni della città, bisogna interrogarsi su questo tema per vedere come affrontare questo fenomeno».

Christian Galimberti

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