Carugo, ladri alla San Vincenzo  Rubano, mangiano e sporcano
I segni dell’incursione dei ladri nella sede della cooperativa San Vincenzio (Foto by Silvia Rigamonti)

Carugo, ladri alla San Vincenzo

Rubano, mangiano e sporcano

L’amarezza della cooperativa che da oltre 60 anni aiuta chi è in difficoltà. L’incursione di almeno due persone che hanno anche dormito su un materasso

Hanno agito molto probabilmente in due per colpire un bersaglio che è un simbolo. Non potrebbe essere definita altrimenti la cooperativa San Vincenzo di Carugo che da 60 anni aiuta chi si trova in difficoltà. Eppure nella notte tra il 13 e il 14 maggio qualcuno ne ha approfittato saccheggiando nella sede quanto c’era da mangiare, sporcando dove possibile e rubando i pochi euro in contanti. Hanno anche utilizzato un materasso per dormire per poi fuggire prima dell’arrivo dei volontari dell’associazione. «Hanno scavalcato il cancello, rotto la rete e scardinato la persiana per poter entrare nella nostra sede».

Gli avanzi della cena abbandonati su un tavolo

Gli avanzi della cena abbandonati su un tavolo
(Foto by Silvia Rigamonti)

C’è amarezza nelle parole della presidente della San Vincenzo di Carugo, Enrica Bestetti costretta a ripulire la sede dai danni e dispetti frutto di una visita quantomeno non autorizzata all’interno della sede dell’associazione che da oltre sessant’anni tende la mano verso chi si trova in difficoltà. Ad accorgersi dell’incursione è stata una volontaria quando, alle 9,30 di giovedì 14 maggio, ha aperto le sale dove l’associazione raccoglie alimenti e vestiti da donare a chi più ne ha bisogno.

Il materasso usato dai due ladri

Il materasso usato dai due ladri
(Foto by Silvia Rigamonti)

«Appena arrivata ha visto una felpa sconosciuta sul davanzale così si è insospettita - spiega la presidente - Siamo quindi entrate insieme e abbiamo trovato la porta aperta e gli indizi che ci fanno pensare che almeno due persone sono entrate e si sono cambiate gli indumenti, prendendo quelli che abbiamo raccolto con le donazioni». In cucina i segni dell’incursione. «Poi hanno dormito, uno anche al piano superiore, come si vede dal letto e le coperte che hanno disposto per terra» prosegue la donna. Quindi l’atto finale di disprezzo degli sconosciuti verso i volontari che hanno usato le stanze della sede come bagno.

(Silvia Rigamonti)


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