Caserma di Mariano, la replica di Molteni  «Il mio ministero non c’entra»
L’ex Magistri Comacini: qui si dovrebbe realizzare la nuova caserma

Caserma di Mariano, la replica di Molteni

«Il mio ministero non c’entra»

Il sottosegretario all’Interno interviene sulla sede dei carabinieri: «La competenza per costruirla è delle Finanze e delle Infrastrutture»

Il progetto di rinascita dell’area dell’ex Itis di Mariano come nuova Tenenza per i Carabinieri diventa terreno di scontro politico.

Perché se da una parte il Partito Democratico denuncia come i sindaci del territorio aspettino da tempo i soldi per il progetto dal governo, ventilando la possibilità che questi manchino, dall’altra parte, il sottosegretario al Ministero dell’Interno, il deputato leghista Nicola Molteni, risponde a tono.

«È una vergognosa strumentalizzazione: i problemi dei cittadini non si risolvono in questo modo». Il motivo è presto detto. «Non è tra le competenze dell’Interno finanziare la ristrutturazione sulle caserme. A questo ministero, infatti, spetta la spesa per la manutenzione ordinaria e per il pagamento del canone di locazione concordato - spiega - . Mi sono comunque messo a disposizione dei sindaci per vedere se altrove, ad esempio tramite il ministero delle Finanze o quello delle Infrastrutture, c’è la possibilità di chiedere dei fondi».

Certo, «queste informazioni le si poteva conoscere anche prima se solo il progetto per la nascita della nuova Tenenza per l’arma, sostenuto da un protocollo d’intesa firmato da cinque Comuni nel luglio 2017, quando il Pd era maggioranza, non fosse arrivato oltre un anno dopo al ministero» ricorda. «Io rivesto questo ruolo solo dal luglio di quest’anno e, solo dopo l’incontro che ho avuto con i sindaci si è arrivati a mettere a conoscenza l’Interno di un progetto che dovrebbe impegnare il dicastero, tra l’altro, per 2 milioni e mezzo di euro».

Insomma, la partita sul recupero dell’area dell’ex Itis come Tenenza dei Carabinieri è ancora aperta. Capofila di questo importante progetto è Mariano che ha condiviso l’obiettivo con Arosio, Brenna, Cabiate e Carugo, realtà tutte firmatarie di una manifestazione di interesse volta a ottenere la disponibilità dell’immobile, di proprietà della Regione, in una formula gratuita.


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