Caso 25 Aprile a Mariano

Alla fine il sindaco è in piazza

Dopo avere negato il passaggio del corteo Marchisio si è presentato sotto la lapide in centro città. L’Anpi: «Nessun evento lì? Abbiamo rispettato il divieto imposto da lui»

Caso 25 Aprile a Mariano Alla fine il sindaco è in piazza
Il sindaco Giovanni Marchisio, al centro in cravatta, a pochi passi dalla lapide in piazza Roma
(Foto di Stefano Bartesaghi)

Prima ha negato l’omaggio ai sei civili caduti per la Liberazione. Poi si è presentato sotto la targa che, in piazza Roma, ricorda nome per nome i marianesi rimasti uccisi, il 26 aprile del 1945, negli scontri tra partigiani e una colonna tedesca in fuga verso Como.

Salvo rimanere sorpreso dal fatto che l’Anpi dopo «aver invitato tutti i cittadini a fermarsi lì non abbia fatto né detto nulla». Così il sindaco Giovanni Marchisio ha spiegato la sua presenza, ieri mattina, in piazza.

«Nessun passo indietro rispetto alla scelta. Non ho ritenuto che il corteo istituzionale dovesse passare qui, perché sia i civili sia i militari caduti li ricordiamo al Monumento in piazza Martiri della Libertà e al Cimitero - spiega Marchisio -. Il momento alla targa dell’Anpi è dell’associazione, che ha invitato tutti i cittadini e quindi anch’io mi sono fermato. Spiace che in realtà, dopo tanto rumore, non abbiano fatto né detto nulla. Lì ha disturbati la mia presenza? A questo punto è un problema loro».

L’Anpi per voce del membro del direttivo, Giuseppe Passerini, replica che non è stato fatto nulla «perché ci è stato negato di commemorare» e loro «il divieto lo rispettano». Col fazzoletto tricolore arrotolato sulle spalle, non hanno fatto altro che “salutarsi tra amici” proprio davanti alla sala civica prima di andare a casa. Bocche pressoché cucite sulla presenza del sindaco, «non vogliamo fomentare polemiche», qualche sorriso, invece, per la presenza di un gruppetto di persone tra istituzioni, consiglieri di maggioranza e opposizione e cittadini.

Da parte sua l’Anpi, sulle tombe dei partigiani, ha spiegato che «nessuno ha mai detto che il 25 Aprile fosse la nostra festa». Anzi, «noi ci siamo adoperati con le istituzioni locali per rendere sempre più partecipata questa giornata». Il richiamo è «al senso di responsabilità» chiedendo al sindaco Marchisio l’istituzione di una riunione preventiva rispetto alla festa del 25 Aprile «che coinvolga le associazioni della comunità per rendere la partecipazione più attiva».

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