Ci sono 4 positivi e 10 in quarantena  Allarme focolaio  a Cabiate

Ci sono 4 positivi e 10 in quarantena

Allarme focolaio a Cabiate

Lo comunica il sindaco: «Si tratta di persone tornate da vacanze all’estero»

E rinnova l’appello a rispettare le norme di distanziamento. Altri due casi a Carugo

Carugo con due positivi, poi Cabiate con quattro: torna a far paura la pandemia nei paesi del Marianese. Dopo alcuni mesi di tranquillità, sembra essersi rimessa in moto la curva dei contagi.

A Cabiate non si segnalavano nuovi casi dalla fine di maggio, quando il sindaco Maria Pia Tagliabue, aveva fatto il bilancio, con 19 persone positive dall’inizio dell’allerta per il coronavirus.

Il primo cittadino purtroppo ha dovuto ufficializzare questa mattina la brutta notizia. «Dopo un buon periodo di tranquillità con zero contagiati -ha detto - abbiamo ricevuto comunicazione da parte di Ats (Azienda per la tutela della salute nda) di quatto nostri concittadini risultati positivi al coronavirus».

La recrudescenza della pandemia, è sottolineata anche dalle dieci persone, definite “collegate” ai positivi, sottoposte a regime di quarantena. La nuova impennata, è dovuta a casi di importazione, come sottolinea anche il sindaco. «I casi sono simili - spiega Tagliabue -a quanto è successo anche in altre zone italiane, di ritorno da vacanze in paesi stranieri». Una “giustificazione” che però non serve a far calare la preoccupazione, negli amministratori e nei cittadini.

«In questa fase pensare di essere al sicuro, è prematuro -dichiara il sindaco di Cabiate -. E non bisogna abbassare la guardia:nee l’esempio è questo nuovo aumento di contagi».

Il primo cittadino lancia un appello al rispetto delle norme anti covid in vigore. Anche i due nuovi casi di Carugo, hanno fatto salire la preoccupazione. A partire dal sindaco  Daniele Colombo.

«Avrei desiderato annunciare “Carugo Covid Free” ed invece purtroppo ho ricevuto comunicazione di due nuovi casi positivi annuncia nel comunicato ufficiale -.I nostri concittadini che hanno contratto il virus sono domiciliati presso la loro abitazione e le loro condizioni di salute, che non destano gravi preoccupazioni, sono monitorate da ATS Insubria. Non si registrano concittadini in regime di sorveglianza attiva».

Anche il primo cittadino carughese, rinnova l’appello «a tenere sempre alto il livello di guardia e adottare tutte le misure di sicurezza».

(Guido Anselli)


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