ComoCalano i ricoverati  «Ma non molliamo  o poi sarà peggio»
Il pronto soccorso del Sant’Anna

ComoCalano i ricoverati

«Ma non molliamo

o poi sarà peggio»

Dimezzati gli accesi al pronto soccorso del Sant’Anna

Calano i ricoveri, cala la pressione sul pronto soccorso, ma il Sant’Anna resta in trincea.

C’è il timore per la terza ondata di gennaio. Con 432 ricoverati Covid l’Asst Lariana dopo settimane drammatiche registra una stabilizzazione dei letti occupati dai malati positivi. In vista di una possibile ripresa del contagio passato il Natale, non avverrà comunque la riconversione dei posti Covid nell’ospedale, arrivati ad occupare circa il 65% del principale nosocomio della nostra provincia. Salvo a breve la restituzione del reparto di degenza medica 1 ai malati negativi.

Pazienti stabili

«È vero, la pressione è calata – spiega Roberto Pusinelli, il primario del pronto soccorso del Sant’Anna - da circa 40 anche 50 casi Covid al giorno in arrivo al reparto di emergenza siamo passati ora ad una ventina. Riusciamo meglio a far fronte alla situazione. La bilancia tra nuovi ricoveri e dimissioni adesso è leggermente a favore delle dimissioni. Certo il timore è che se la giusta voglia di stare insieme a Natale e se le comprensibili esigenze economiche porteranno ad una riapertura totale i contagi tornino in fretta a salire. Tutti abbiamo voglia di ritrovare la libertà che il virus ci ha tolto, ma il pericolo è finire di nuovo in ospedale».

Pusinelli oggi torna al lavoro in ospedale dopo essere stato per giorni a casa positivo. Il medico del pronto soccorso sta bene, ma superare il Covid non è stato uno scherzo, anche lui ha avuto un principio di polmonite. «Si intravede da qualche giorno un calo - dice Luigi Pusterla, il primario delle malattie infettive del Sant’Anna -. I circa 340 pazienti ricoverati sono ora stabili, mentre una settimana fa l’ospedale traboccava. Detto che l’ultimo dato in una epidemia che cala dopo contagi e ricoverati è purtroppo il numero dei morti. Ancora oggi ci sono in reparto diversi pazienti in condizioni delicate, per cui per noi la lotta non è finita. Gli anziani affetti da altre patologie sono i più a rischio, l’età media di chi non supera la malattia è alta, ma ci sono anche ricoverati piuttosto giovani. A mio avviso l’abbassamento della seconda ondata mostra una calma solo apparente. Un Natale senza vincoli può generare una terza ondata, ancor più durante la stagione fredda che è un fattore per il virus favorente. Da infettivologo sarei portato a chiudere tutto ed è chiaro che l’economia non può reggere a lungo. Confido almeno che i cittadini come pure le istituzioni siano responsabili e i comportamenti individuali e collettivi non ci portino di nuovo verso il baratro».

I timori per la riapertura

Pusterla fa notare che l’eventuale ripresa della pandemia a gennaio non avverrebbe con gli ospedali vuoti, ma con i nosocomi ancora affaticati. Il 6,5% dei sanitari al lavoro in Asst Lariana sono a casa. Ci sono 166 medici e infermieri positivi, 34 in quarantena come contatti stretti per un totale di 240 assenze per malattia. I medici sottolineano la «fatica pandemica» dei lavoratori della sanità. Ad oggi l’ospedale Sant’Anna dedica ai pazienti Covid 25 posti letto in medicina d’urgenza, altri 118 nei tre reparti di degenza medica, ancora 104 in due reparti di chirurgia, 40 nella riabilitazione, 32 nella chirurgia veloce, 27 in terapia intensiva, 7 in ostetricia come centro di riferimento per assistere le neo mamme positive.

Dei 343 pazienti ricoverati 140 sono quelli che necessitano di ventilazione assistita, 27 dei quali in rianimazione.

A Cantù ci sono altri 47 positivi, a Mariano Comense 26 più lievi e in Napoleona 16 sub acuti.


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