Coronavirus, vola la raccolta fondi  L’obiettivo è raggiungere quota un milione
La fontana di Camerlata da ieri sera è stata illuminata con il tricolore

Coronavirus, vola la raccolta fondi

L’obiettivo è raggiungere quota un milione

Superata quota 500mila euro per gli ospedali, in campo anche la Pallacanestro Cantù e diverse associazioni lariane

Superata quota cinquecentomila, la generosità dei comaschi ha di fronte un altro traguardo: raggiungere il milione di euro. La campagna di raccolta fondi messa in campo dalla Fondazione comasca per l’emergenza coronavirus prosegue con successo e in maniera spedita: ieri, i contributi al fondo creato per l’ emergenza Coronavirus hanno superato il mezzo milione di euro, inizialmente indicato come primo traguardo. Ora, l’obiettivo è raddoppiare: «La somma sarà presto tradotta – spiega l’ente - in attrezzature di vitale importanza per gli ospedali della provincia, così come è stato per i 313mila euro già elargiti nei giorni scorsi alle strutture sanitarie comasche Sant’Anna, Fatebenefratellli e Valduce». L’ospedale di San Fermo, nello specifico, necessita di ecografi, pupillometro, glide scope core, sistema Edwards, monitorini carrellati e ventilatori da sub intensiva.

Anche il mondo sportivo è in prima linea nel sostenere il fondo. La Pallacanestro Cantù si è attivata per diffondere il messaggio fra tutti i suoi sostenitori tramite i social e i contributi video, come quello del suo allenatore Cesare Pancotto, che si aggiunge agli appelli delle due ex glorie canturine Charlie Recalcati e Pino Sacripanti. Importante anche il contributo che stanno offrendo le associazioni, le proloco e i club service.

Da segnalare, infatti, i 10mila euro donati dalla Proloco di Figino Serenza e l’iniziativa dell’associazione InVolo, che ha deciso di destinare i proventi della vendita delle uova pasquali al fondo.

In questo periodo complicato e difficile, il nostro territorio sta dando una risposta importante. Del resto, la diffusione del coronavirus è un’emergenza che non risparmia nessuno. Medici e infermieri stanno spendendo tutte le loro energie dentro strutture che potrebbero non reggere a lungo l’impatto. E noi non possiamo davvero limitare il nostro contributo allo stare chiusi in casa.

Mosse da questo spirito, le comasche Lara Signoriello ed Eleonora Gabrielli hanno attivato una raccolta fondi per la terapia intensiva del Sant’Anna. «L’emergenza sta scuotendo l’Italia intera – scrivono - Il coronavirus è un nemico invisibile difficile da riconoscere e ancora più da combattere. Dobbiamo armarci di buon senso e di responsabilità. Cerchiamo di stare in casa il più possibile e di adottare tutte quelle misure che a gran voce le autorità invocano. Aiutiamo la nostra città, aiutiamo il cuore pulsante di questa emergenza. Questa situazione sta scuotendo e mettendo a dura prova il nostro sistema sanitario, ma raccoglie anche concreti gesti di solidarietà. Queste sono le cose che rendono grande ognuno di noi (e ci fanno sentire anche meno soli)».

In poco tempo, più di cinquemila persone hanno donato in totale 245mila euro. Chiunque può dare il proprio contributo andando sulla piattaforma “gofundme”: le donazioni saranno destinate alla Fondazione per l’ospedale Sant’Anna.

Da anni, infatti, la struttura sanitaria ha aperto nella sezione “i fondi”, presente sul sito della Fondazione, un proprio fondo per il sostegno finanziario e materiale delle strutture o dei progetti realizzati e promossi. Sempre su gofundme, si raccolgono soldi per il Valduce. Al momento, la quota raggiunta ha superato cinquantamila euro. «Ogni piccolo aiuto – scrivono le promotrici - può servire per nuovi ventilatori per terapia intensiva e sub intensiva, nuovi monitor, Dpi per gli operatori e per i pazienti e apparecchiature medicali».

Sempre per il Sant’Anna si sono mobilitati anche gli Alpini che, in provincia, sono ben 7mila.


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