Da Cantù dure critiche all’Ats  «Pochi tamponi e positivi mai testati»
I tendoni provvisori all’ospedale di Cantù

Da Cantù dure critiche all’Ats

«Pochi tamponi e positivi mai testati»

Il consigliere forzista Ramella critica la gestione dell’emergenza: «Il nostro territorio è stato ignorato e hanno anche lasciato i medici privi delle protezioni»

«Ci sono stati casi di segnalazione, da parte di Ats Insubria alla Prefettura di Como, di soggetti positivi al Covid-19 che non avevano mai eseguito alcun tampone». Ad affermarlo è il consigliere delegato alle politiche per la salute Michele Ramella, Forza Italia, maggioranza di centrodestra del Comune di Cantù, in una mozione consiliare che suona come un atto di accusa.

L’obiettivo principale: impegnare la Giunta, anche per coinvolgere i sindaci attraverso l’Anci, per chiedere alla Regione Lombardia di istituire in ogni provincia dei Comitati di rappresentanti territoriali, «che possano interloquire con i dirigenti di Ats territoriale, per poter decidere congiuntamente e verificare le politiche di sanità territoriale».

«Ats - aggiunge Ramella - deve prevedere l’insediamento di figure dirigenziali presenti anche nel territorio comasco, e non dislocate solo nella provincia di Varese. Tutti i vertici dell’Ats Insubria sono insediati a Varese, e non possono certo aver chiari i bisogni territoriali della vasta provincia comasca, che spazia da Gravedona a Mariano Comense».

«Medici lasciati a mani nude. Da febbraio fino al 4 di marzo i dispositivi di protezione individuale non erano stati forniti ai medici di base - dice - Insufficiente attività degli uffici di igiene pubblica. A Como, di fatto, non è stato fatto niente». Ramella aggiunge che, sul territorio, solo l’1,15% della popolazione è stata sottoposta a tampone. Interpellata sulle accuse di Ramella, ieri l’Ats non ha voluto replicare.

Christian Galimberti


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