Da emergenza sanitaria a sociale
Cantù, 500 pacchi viveri al mese

Sempre più famiglie in difficoltà: in pochi giorni le richieste sono cresciute del 20%. Girgi: «Per necessità o legate a quarantene». Più domande di sussidio anche per affitti e bollette

La tendenza va verso i 500 pacchi di viveri al mese, un +20% circa, registrato in queste giornate. Dentro, ci sono le famiglie che non possono più andare a fare la spesa, perché quarantenate, e sono costrette a chiedere un aiuto al mondo del volontariato.

Ma ci sono anche i poveri che si affacciano alla porta del Comune. In municipio, si guarda con apprensione a quel che saranno i prossimi mesi. Perché è verosimile che questa sia soltanto la lunga coda della prima ondata: chi aveva qualche risparmio, ora terminati, e che adesso deve chiedere aiuto per andare avanti.

Tutto questo, quando la seconda ondata economica sta entrando nel vivo. Senza dimenticare che già alcune categorie, baristi e ristoratori per fare un esempio popolare, devono fare i conti con le regole poste nel tentativo di frenare l’epidemia. All’orizzonte, in realtà,già si intravvedono un autunno e un inverno che rischiano di essere molto duri. Impegnata nel seguire quanto sta accadendo, l’assessore ai servizi sociali Isabella Girgi.

«C’è chi non ce la fa più»

«C’è una richiesta maggiore di utenti che chiedono sia il pacco alimentari per necessità, ma anche perché sono in quarantena - dice - Stanno aumentando anche le richieste di aiuto per gli affitti e per le bollette. Elementi che denunciano come alcune famiglie non ce la facciano più. Un fenomeno, crediamo, ancora legato ai mesi scorsi. Quanto sta succedendo a livello generale merita una riflessione seria: non è qualcosa che terminerà a breve».

C’è il rischio che sia sempre più crescente il numero di chi chiede aiuto. «Mi auguro che anche il Governo apra gli occhi, i Comuni devono essere aiutati - la considerazione più politica dell’assessore leghista verso l’Italia a guida “giallorossa” - Sono seriamente preoccupata. Mi auguro che si ponga rimedio a quanto sta succedendo».

I pacchi vengono distribuiti dalla Croce Rossa Italiana di Cantù.

«Stiamo aumentando i pacchi anche per l’aumento delle persone in quarantena», dice Pierpaolo Toppi, vicepresidente della Cri cittadina. Il riferimento è un +15 in quanto a unità. Che farebbe salire il numero di pacchi settimanale con i viveri freschi a 65 - e non più a 50 - e il secco, una volta ogni due settimane, a 115 e non più a 100. Quindi, si arriverebbe, in sostanza, a circa 490 pacchi al mese, anziché i 400 del mese scorso. In percentuale: +22,5%.

La mensa di solidarietà

Tendenza confermata anche da Incontri, l’associazione che ha in gestione la mensa di solidarietà di via Cimarosa. «C’è qualche aumento sui pacchi che consegniamo a chi ci viene segnalato dai servizi sociali - dice il presidente Carlo Garbagnati - qualche richiesta anche recente, tra martedì e oggi (ieri, ndr). Volevamo capire la situazione. Infatti abbiamo un incontro settimana prossima con Croce Rossa, servizi sociali e Caritas.

All’esterno della mensa, ogni sera, continuiamo con la distribuzione dei sacchetti: siamo intorno alle 40 persone ogni sera. Inoltre continuiamo con il nostro servizio docce». Con un occhio a una generale situazione normativa che, a tutela della salute pubblica, dal Governo o dalla Regione, potrebbe sempre cambiare da un giorno all’altro.

Christian Galimberti

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