Ex tribunale, referendum flop  A Cantù votano in 140

Ex tribunale, referendum flop

A Cantù votano in 140

L’amministrazione comunque non si aspettava una grande partecipazione. «Chi partecipa decide»: in ballo un progetto da un milione e mezzo di euro per il polo culturale

Non ci si aspettavano grandi numeri e la previsione è stata rispettata, pure troppo:oggi, sabato 20 febbraio, i canturini che hanno preso parte alla consultazione popolare per decidere quale dovrà essere il progetto di riqualificazione dell’ex tribunale di via Fossano per realizzare qui la nuova biblioteca, sono stati 140.

Una cifra decisamente contenuta, ma l’amministrazione comunale non ne fa un dramma, ritenendo che il valore dell’iniziativa, più che nell’affluenza, stia nell’aver dato vita a un’esperienza di partecipazione che finora non aveva precedenti in città.

Urne aperte, dalle 9 alle 19, nell’ex palazzo di giustizia. La fase finale del progetto Trasformarlo, che ha visto in prima fila i ragazzi di Cantù Rugiada e l’assessore al Bilancio Roberta Molteni.

Alla chiusura delle operazioni di voto il conteggio delle schede s’è fermato a 140. A risultare vincente, con 53 voti, la seconda delle tre opzioni progettate dallo studio Moscatelli. La prima soluzione ha avuto 40 voti, la terza 36.

Si sono poi registrate 11 schede bianche, da parte di chi ha voluto essere parte dell’iniziativa senza preferire l’una o l’altra. «Non ci aspettavamo numeri spaventosi – commenta il capogruppo di Lavori in Corso Mimmo Arnaboldi, che con Gionata Girgi di Cantù Rugiada è stato consigliere designato per seguire il voto -.L’aspetto positivo è che si messo in atto un processo partecipativo per rivitalizzare uno spazio pubblico e non lasciarlo al degrado».

«Abbiamo testato per la prima volta il regolamento per le consultazioni popolari e abbiamo organizzato questa giornata a costo zero, grazie al supporto dei Volontari Civici». Pochi, però, i cittadini che decideranno invece di un investimento pari a 1 milione e mezzo di euro di euro. Il motivo, questo, per cui le opposizioni si sono espresse da subito contro la consultazione a quorum zero: «Chi partecipa decide – prosegue - e noi abbiamo fatto partecipare i cittadini. D’altronde vediamo ogni giorno, per esempio in Regione, quali siano i risultati di una gestione verticistica».

Altri dettagli sul numero in edicola domenica 21 febbraio.


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