Festival del Legno, poche vetrine
«C’è tanta delusione a Cantù»

Da ieri l’anteprima della rassegna: solo un terzo degli allestimenti a “Shopping & Design”. Il vicesindaco Molteni: «Li capisco, tutti quegli sforzi per mettersi a norma e poi hanno fatto chiudere i negozi»

Festival del Legno, poche vetrine «C’è tanta delusione a Cantù»
CANTU - Il lockdown dei negozi. Ecoc un cartello apparso in una vetrina di via Matteotti
(Foto di Silvia Cattaneo)

Cos’è l’audacia? E’ l’opposto della paura e della chiusura, è cercare sempre nuovi obiettivi, nuovi progetti, nuove soluzioni, nuovi mercati.

In tempi di Covid, per un imprenditore, è audace anche continuare a portare avanti la propria impresa ogni giorno. Sotto il segno dell’audacia, che è il filo conduttore, si è alzato ieri il sipario sulla nuova edizione del Festival del Legno, o meglio sui suoi primi eventi, in attesa della kermesse vera e propria in programma dal 19 al 22 novembre. Ma c’è chi - almeno i due terzi - ha disertato.

Molti esercenti che hanno aderito a “Shopping & Design. La vetrina è mobile”, hanno deciso di non allestire la propria vetrina a causa dell’enorme amarezza causata da questo nuovo lockdown. Dopo mesi di chiusura in primavera, dopo aver affrontato spese per mettere in sicurezza i negozi, si sono visti abbassare nuovamente la serranda. E così, stanchi e scoraggiati, non hanno esposto i pezzi realizzati dalle aziende del legno arredo del territorio, come vorrebbe la manifestazione, giunta alla 13a edizione.

Ieri, in una via Matteotti baciata dal sole ma desolata, si contavano sulle dita di un paio di mani – e ce n’era d’avanzo – le vetrine allestite, che avrebbero invece dovuto essere una cinquantina in tutto il centro.

Le parole del vicesindaco

«Capisco la preoccupazione di tutti e la delusione – dice il vicesindaco e assessore alle Attività economiche, Giuseppe Molteni - Il primo colpo lo affronti, tiri fuori tutto quello che hai per essere operativo e in linea con le misure di sicurezza. E nonostante tutto quello che hai fatto ti chiudono lo stesso. Ho sempre sostenuto che in questo periodo avremmo cominciato a vedere le prime conseguenze negative di questa pandemia e ho davvero paura per quello che potrà accadere nel 2021».

Non una protesta, quindi, la loro, ma solo scoraggiamento, stanchezza. Il Festival del Legno, a cura dell’amministrazione, però, non si ferma.

«Non è stato facile – prosegue – e ci è stata tolta ogni possibilità di organizzare eventi che prevedessero una presenza fisica, ma il Festival c’è ed è pronto a partire. E’ importante dare un segno alle imprese, per andare avanti».

Il Festival è online sul sito

Invece che nelle botteghe e negli studi di progettazione il Festival si è spostato online. Il quartier generale è il sito www.festivaldellegnocantu.it, sito web dedicato alla manifestazione realizzato in collaborazione con l’ufficio stampa del Comune. Non potendo entrare nei luoghi della produzione si è pensato di trasformare Botteghe Aperte in un tour virtuale e con il supporto di professionisti del settore sono stati realizzati dei video racconti dedicati alle aziende artigiane canturine, permettendo di esplorarle dal divano di casa. Video di un minuto circa, nel corso dei quali i titolari delle aziende ne raccontano l’essenza e cosa per loro significhi essere audaci.

Al via ieri anche la mostra diffusa Alfabeto del Legnamée, a cura di Simona Maspero e Isabella Livio, che nelle vetrine di negozi destinati ai più piccoli, convertite in luogo espositivo, ha visto esporre 21 pannelli rappresentativi del mondo del legno, attraverso la scoperta di vocaboli in italiano, inglese e persino dialetto. Un abbecedario nato in seguito a brevi interviste ad artigiani, progettisti e aziende.

Silvia Cattaneo

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