I passeggeri non hanno il biglietto  Agente in borghese fa fermare il treno
Il cartello alla stazione di Albate che invita a fare i biglietti a bordo

I passeggeri non hanno il biglietto

Agente in borghese fa fermare il treno

La polemica«Biglietteria chiusa, potevamo pagare solo a bordo. Trattati da delinquenti» Tutto iniziato alla stazione di Albate. Replica di Trenord: «Il convoglio fermato da un poliziotto»

Como

Il treno da Como San Giovanni diretto all’Expo bloccato per oltre mezz’ora per sanzionare un paio di ragazzi saliti a bordo senza biglietto. «E non avremmo potuto fare altrimenti, visto che la biglietteria della stazione di Albate-Camerlata è chiusa e un cartello invita dice chiaramente che “i biglietti si fanno sul treno”».

È accaduto nella tarda mattinata di venerdì scorso, quando centinaia di passeggeri partiti da Como verso le undici e venti o hanno accumulato 50 minuti di ritardo all’arrivo a destinazione o sono stati costretti a migrare a bordo di un altro convoglio, dopo che il treno S11 numero 24041 sul quale viaggiavano è stato fermato alla stazione di Camnago-Lentate per identificare e sanzionare due giovani comaschi diretti all’Expo.

Il racconto

A raccontare l’accaduto è proprio uno dei protagonisti, Simone Capuano. «Io e la mia compagna, che è al quinto mese di gravidanza, siamo saliti sul treno per andare a Expo alla stazione di Albate, dove la biglietteria è fuori servizio e c’è un cartello che dice chiaramente di fare i biglietti a bordo. Arrivato il treno, saranno state le undici e mezza, siamo saliti. Ci siamo seduti, perché con la mia compagna incinta non volevo farmi tutto il convoglio per cercare il capotreno. Ho atteso che arrivasse e, infatti, dopo la fermata successiva a Cucciago si è presentato a chiedere i biglietti. Io avevo già pronti i soldi per pagare quanto dovuto, ma il controllore non ne ha voluto sapere: “No, no, dovete pagare 48 euro di multa ognuno” ci ha detto. Io ho provato a mostrargli il cartello appeso in biglietteria, ma non c’è stato proprio nulla da fare».

Inevitabilmente tra capotreno e passeggeri inizia una trattativa particolarmente tesa: «Ad un certo punto è andato a chiamare i due bodyguard che da qualche tempo viaggiano sui convogli di Trenord e pure un poliziotto in borghese - prosegue Capuano - Ci hanno chiesto di mostrare i documenti: io ho subito consegnato il mio, purtroppo la mia compagna il suo l’aveva lasciato in auto. Insomma, arrivati a Camnago-Lentate il capotreno ci ha invitati a scendere e ha chiamato i carabinieri». A quel punto la corsa del 24041 di Trenord viene interrotta: «Tutti i passeggeri ci guardavano come se avessimo fatto chissà cosa. Siamo stati trattati da delinquenti per aver semplicemente fatto quello che c’era scritto sopra un biglietto messo dalla stessa Trenord».

La relazione del capotreno, dal canto suo, racconta una storia leggermente differente. Innanzitutto accusa i due passeggeri di aver preso a male parole sia il controllore che l’agente in borghese, e poi che la decisione di bloccare il treno sarebbe stata presa dal poliziotto proprio per chiedere l’intervento dei carabinieri.


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