Il Comune offre lavoro a chi ha l’Rdc
Si inizia con un posto in biblioteca

A Mariano una delle persone che ricevono l’aiuto sarà impiegata 8 ore a settimana per 3 mesi. In futuro altre opportunità in settori come sociale, ambiente e formazione

Il Comune offre lavoro a chi ha l’Rdc Si inizia con un posto in biblioteca
la reception della biblioteca comunale di Mariano

L’impegno di chi riceve il reddito di cittadinanza (Rdc) inizia dalla cultura a Mariano. Perché una dei beneficiari della misura di sostegno economica del governo, da domani, sarà impiegata nell’accoglienza del pubblico in biblioteca.

È questo il primo progetto pilota utile alla collettività che la giunta guidata da Giovanni Alberti è pronta ad attivare, essendo così tra le prime realtà municipali della provincia comasca a chiamare a lavoro quanti usufruiscono l’Rdc.

E a Mariano si tratta di 149 residenti. Questa nuova persona è chiamata a dare supporto al tirocinante già attivato per il medesimo servizio da Tecum, attraverso una borsa lavoro, gestendo l’accoglienza del pubblico, misurando la temperatura alle persone che accedono in biblioteca, invitandolee a igienizzarsi le mani e, ancora, supervisionando il rispetto delle norme in materia di contenimento del coronavirus. Unica specifica, gli utenti possono accedere in biblioteca solo per il ritiro di testi o riviste già prenotati telefonicamente oppure on line.

«Il progetto parte lunedì, prevede un impegno di 8 ore settimanali, sino al 30 giugno e potrà essere rinnovato o modificato previo accordo tra le parti» spiega l’assessore alle Politiche sociali, Massimiliano Stigliano pronto a tagliare il nastro alla sperimentazione pilota.

Se il progetto pilota, in questa fase di avvio, supererà la prova, si potrà estendere l’esperienza agli altri cinque settori individuati dall’amministrazione dove poter impiegare i percettori del reddito di cittadinanza. Oltre all’ambito culturale infatti, si tratta del sociale, dell’artistico, del settore ambientale e ancora, di quello formativo e, infine, di quello dedicato alla tutela dei beni comuni, come definito nella delibera municipale dello scorso novembre.

Silvia Rigamonti

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