Il Festival del Legno resta in bilico  «Lo stop al Salone è una mazzata»
L’installazione di Gaetano Pesce in piazza Garibaldi al Festival scorso

Il Festival del Legno resta in bilico

«Lo stop al Salone è una mazzata»

L’annullamento della mostra internazionale non apre spiragli sull’evento autunnale. Marelli (Confartigianato): «Al momento non ci sono le condizioni per un’edizione di spessore»

Un Festival del Legno in bilico, quest’anno, in una situazione sospesa, tra l’attuale emergenza sanitaria coronavirus e le incognite legate alla ripartenza dell’economia. Nemmeno la cancellazione del Salone del Mobile, rinviato prima a giugno e ora al prossimo anno, può sembrare utile a trarre delle decisioni.

Per il vicesindaco e assessore alle attività produttive Giuseppe Molteni, il punto lo si potrà fare con le aziende fra qualche settimana. Per capire se avere anche quest’anno il Festival tra settembre e ottobre, oppure entro la fine dell’anno. O nel 2021. Non è la voglia di Festival, a essere in discussione.

È una questione, semmai, di possibilità concrete, su quello che davvero le aziende saranno in grado di fare dopo questi mesi difficili. «La cancellazione del Salone è sicuramente qualcosa di devastante per le aziende del territorio» dice il vicesindaco Molteni.

E aggiunge: «Il Festival? Sinceramente, non lo so. Voglio rifletterci con calma. Da una parte non vorrei bloccare del tutto la promozione dell’immagine della nostra città, e anzi, il Festival potrebbe dare slancio dopo un periodo difficile. Dall’altra ci sono preoccupazioni grossissime. Ad oggi non sappiano come si rialzeranno le aziende, quante ce la faranno. Ne dovremo parlare proprio con gli imprenditori».

Quando sarà possibile, come rileva Alessandro Marelli, presidente - oltre che della delegazione di Cantù di Confartigianato Como - della Consulta per l’Economia. «C’è la possibilità della videoconferenza, vero, ma la realtà è che ad oggi non possiamo nemmeno ritrovarci attorno a un tavolo» spiega. «Quest’anno si voleva dare uno spessore più alto al Festival, anche in termini di comunicazione all’esterno del territorio - aggiunge Marelli -. Personalmente credo che ad oggi non ci siano le condizioni per fare un buon lavoro di questo tipo in vista di settembre. È da capire».


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