Il Pm antimafia e il caso Cantù
«I bar dovevano fare denuncia»

Il magistrato Dolci: «Paura o convenienza? Sta di fatto che non hanno parlato». «Troppi negano il problema ’ndrangheta o non si indignano. C’è ragione di tener alta la guardia»

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Cantù

Il preoccupante silenzio sulla ’ndrangheta da parte di alcuni locali di Cantù. Un elemento di riflessione dentro a una domanda che, chi conosce l’inchiesta dall’interno, come Alessandra Dolci, pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, pone a tutti.

«A Cantù - le sue parole - le denunce non ci sono state, i titolari dei locali oggetto di aggressioni non hanno detto nulla, o il minimo indispensabile. E’ la paura o anche la convenienza?». Intanto la vicenda sembra non essere finita qui: «Com’è la situazione a Cantù? Troppi negano il problema ’ndrangheta o non si indignano. Sicuramente c’è motivo di tenere alta l’attenzione - risponde a La Provincia - ma comunque, work in progress: stiamo lavorando».

I servizi su “La Provincia” di sabato 21 ottobre 2017

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