Il trasporto anziani rincara  «Porta Spinola non c’entra»
L’ingresso della casa di riposo Porta Spinola (Foto by Archivio)

Il trasporto anziani rincara

«Porta Spinola non c’entra»

Il presidente della casa di riposo di MAriano interviene sugli aumenti: «Coinvolti sei utenti per pochi euro». La Lega: «Colpiti anche gli altri»

«Non abbiamo responsabilità rispetto alla scelta della messa a pagamento del servizio di trasporto al centro diurno: questo è gestito dal Comune di Mariano con una ricaduta positiva su di noi. Vogliamo puntualizzare questa differenza e, pur non entrando nel merito della decisione, preferiamo specificare quale ricadute questa avrà sui nostri utenti».

Il presidente della Fondazione Porta Spinola, F elice Capellini, interviene sulla delicata questione che ha visto la giunta guidata dal sindaco Giovanni Marchisio andare a chiedere al singolo cittadino la compartecipazione nella copertura del servizio di trasporto anziani e disabili.

Dati alla mano Capellini entra nel dettaglio della composizione della propria utenza, ridimensionando l’impatto della decisione ai numeri reali della Fondazione.

«Sono 25 i posti accreditati alla Regione Lombardia per il centro diurno integrato in via Santo Stefano: tutti occupati - spiega -. Di questi 18 sono le persone che hanno beneficiato nel 2016 del servizio».

Cinque hanno interrotto il trasporto per cause imputabili alla vita e al trasferimento. «Si arriva a 13 utenti con la specifica che 5 sono subentrati a metà anno consci fin dal principio dei costi - aggiunge -. Per sottrazione si ottiene il numero finale: 8 utenti che beneficiano del servizio da inizio anno. Due di loro sono esenti dal corrispondere la quota, mentre gli altri sei concorrono per il tariffario che oscilla tra uno e due euro a famiglia».

Il capogruppo di LegaNord, Giovanni Alberti, riporta la scelta della giunta Marchisio sul piano politico. «Capellini deve tornare a rivestire solo il ruolo di guida della struttura di via Santo Stefano e smettere di mettere toppe a queste falle dell’amministrazione altrimenti si creano voragini politiche».

E chiude: «L’amministrazione ha messo a pagamento un servizio che colpisce le fasce deboli per ottenere un introito che al più si attesta sui 10mila euro. Se Capellini vuole fare il difensore della giunta che entri in consiglio: c’è un posto di assessore ancora vacante».


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