In aumento ricoveri e interventi  «L’ospedale di Cantù è strategico»
La cerimonia di presentazione dei dati dell’ospedale: da sinistra Domenico Pellegrino, direttore sanitario ad interim, il direttore generale Fabio Banfi, e Anna Michetti, direttore socio-sanitario (Foto by foto bartesaghi)

In aumento ricoveri e interventi

«L’ospedale di Cantù è strategico»

Il direttore generale dell’Asst Banfi è intervenuto alla tradizionale festa di Sant’Antonio: «Ci sono già diverse eccellenze ma con il nuovo blocco operatorio farà un altro salto di qualità»

Aumentano del 3% i ricoveri, arrivando a 6.126 pazienti in un anno, aumentano del 5%, gli interventi chirurgici e aumentano del 3% le prestazioni ambulatoriali. Dati che confermano il solido ruolo dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù sul territorio, ruolo che non si mette in discussione e che potrà anzi venire consolidato, con l’entrata in funzione in autunno del nuovo blocco operatorio ormai concluso.

Ha voluto ribadirlo ancora una volta il direttore generale dell’Asst Lariana Fabio Banfi, ieri in via Domea per la prima volta ufficialmente in questa nuova veste, in occasione della tradizionale festa di Sant’Antonio Abate, patrono del presidio.

È stata anche l’occasione per presentare due recenti donazioni, una alla Riabilitazione Cardiorespiratoria diretta da Antonio Paddeu – che l’Associazione Italiana di Medicina del Sonno, ha inserito nell’elenco nazionale dei Centri di Medicina del Sonno ad Indirizzo Pneumologico per Adulti – e una alla Chirurgia Generale guidata da Marco Azzola Guicciardi, che tra le prime in assoluto in Italia, ha recentemente introdotto una nuova tecnica mininvasiva per la chirurgia dell’obesità.

Un piccolo presidio che non manca di eccellenze quello diretto da Patrizia Figini, come ha osservato Banfi. «Stiamo attuando livelli progettuali – ha sottolineato il direttore generale – per far fare all’ospedale il salto di qualità che permetta di non mettere mai più in discussione il suo ruolo».

Come invece è accaduto in un passato anche recente, visti i tagli sui piccoli presidi. «Questi dati – ha proseguito riferendosi alla crescita di ricoveri e prestazioni – confermano l’importante ruolo dell’ospedale di Cantù che è punto di riferimento per un vasto territorio, un bacino da 200mila persone. Il Sant’Antonio Abate è un ospedale per acuti che intendiamo consolidare e sviluppare per poter rispondere al bisogno di salute espresso dalla popolazione» .

Il che passa dalla conferma e dal potenziamento del pronto soccorso: «Stiamo lavorando per consolidare il circuito d’emergenza - ha rimarcato Banfi - e un presidio per acuti come Cantù necessita di un pronto soccorso articolato su 24 ore, non viene messo in discussione».

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