Inverigo, morto l’artigiano colto da malore  «Peppino era buono come il pane»
Giuseppe Piemonte, “Peppino” per amici e colleghi, aveva 59 anni (Foto by Silvia Rigamonti)

Inverigo, morto l’artigiano colto da malore

«Peppino era buono come il pane»

Inutile il trasporto con l’elisoccorso all’ospedale di Varese. Aveva 59 anni e lavorava per conto di una ditta di Mariano

Una persona da modi burberi, ma buona come il pane. Così gli amici e colleghi tratteggiano con i ricordi il ritratto di Giuseppe “Peppino” Piemonte, l’artigiano scomparso nella tarda serata di martedì 9 giugno, vinto all’età di 59 anni da un infarto. Originario di Mariano, ma residente a Giussano, l’uomo è spirato all’ospedale di circolo di Varese dove era stato ricoverato in seguito al malore che lo aveva colto di sorpresa all’interno della storica sede della Poliform a Inverigo. Subito gli erano state praticate le manovre rianimatorie, anche con il defibrillatore. Sul posto era arrivato anche l’elisoccorso. « Lavorava con noi ormai da 25 anni» ricorda Paolo Ballabio che con il fratello porta avanti l’azienda del padre , la “All Stand” a cui Giuseppe prestava come partita iva le sue competenze di montatore, muovendosi tutto campo nel mondo dell’artigianato del mobile, ricevendo commesse anche dalla stessa Poliform. Tanti i ricordi che vanno via via riaffiorando alla notizia della sua morte. «Per tutti noi era Peppino» aggiunge Ballabio che ricorda come al mondo dell’arredo l’uomo abbia anche dato due dita della mano sinistra. «Era un personaggio più unico che raro» prosegue Ballabio che tratteggia con gli aneddoti raccolti negli anni trascorsa a lavorare insieme la figura di una persona «dai modi burberi , ma buona come il pane». E con un carattere che negli anni Novanta si rispecchiava negli stivali in pelle, oggi nella professionalità sul lavoro che non è mai mancata.Fino all’ultimo tutti hanno sperato nella migliore risoluzione del malore accusato ieri all’interno della sede di Inverigo della Poliform dove l’artigiano si era recato per guardare i mobili da lavorare in un momento successivo. Il primo a soccorrerlo è stato un dipendente della società che, formato all’utilizzo del defibrillatore, subito lo ha applicato sul petto dell’uomo. Presto sono arrivati i soccorsi in risposta alla chiamata d’emergenza: sul posto è intervenuta l’ambulanza della Lariosoccorso insieme all’automedica di Erba. Ma fin da subito le sue condizioni sono apparse particolarmente gravi.

(Silvia Rigamonti)


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