«La piscina di Cantù  non può restare chiusa»
La piscina comunale di Cantù, gestita da Sport Management

«La piscina di Cantù

non può restare chiusa»

Comune contro gestore. Vertice d’urgenza ieri pomeriggio in Municipio Perentoria la richiesta avanzata a Sport Management

Aprire la piscina comunale il prima possibile. E’ questo quanto il Comune di Cantù chiede a Sport Management, la società concessionaria della struttura di via Giovanni XXIII. Non solo: convenzione alla mano, il Comune dice che Sport Management, per risolvere il problema tecnico avvenuto nella vasca principale, deve intervenire. Di più. L’assessore al patrimonio Natalia Cattini, Forza Italia, aggiunge una sottolineatura. «Ci attiveremo per far sì che i cittadini vengano rimborsati». Perché c’è chi ha pagato in anticipo i corsi. Per cui, ora, vengono proposti orari e sedi diverse.

Giorni di chiusura che rischiano di diventare settimane. Domenica pomeriggio, la vasca di compenso - che permette di mantenere costante il livello dell’acqua nella vasca principale - ha accusato un cedimento. Che avrebbe comportato una perdita. Alle famiglie dei corsisti, Sport Management ha parlato di due settimane di chiusura, se non di un’apertura in concomitanza con l’inizio della stagione estiva. E quindi: a giugno. Ma, al Comune, la chiusura sembra intollerabile.

Nella giornata di oggi, verrà protocollata in municipio una lettera, che avrà come destinataria la società veneta concessionaria dell’impianto natatorio. In cui si chiederà formalmente e per iscritto la riapertura. A partire dalla vasca baby, che comunque ieri, riferisce Sport Management, era aperta. L’obiettivo, comunque, è di rendere utilizzabile il prima possibile la vasca più importante.

E’ in corso un approfondimento tecnico, tra sopralluoghi e valutazioni di ogni genere. «Un approfondimento non indifferente - dice l’assessore Cattini - Abbiamo verificato la convenzione e la manutenzione straordinaria del locale tecnico, vasca di compenso compresa: è a carico del concessionario, Sport Management. In questo momento, il chi paga o non paga l’intervento, è un aspetto secondario. L’interesse principale è riaprire».


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