La promessa delle Poste Portalettere assunti, anzi no
Pacchi accatastati alle Poste

La promessa delle Poste
Portalettere assunti, anzi no

«Quaranta persone in più entro la fine del mese»
Loro dicono di averlo fatto,

ma i sindacati smentiscono

All’inizio di febbraio Poste italiane a Palazzo Lombardia, per bocca del responsabile dell’area logistica lombarda Fabio Toniolo, aveva promesso l’invio sul nostro territorio di 40 nuovi portalettere.

L’obiettivo era “normalizzare” entro la fine del mese un servizio di recapito ormai nel caos. Siamo a marzo e le cose non sono molto cambiate, non mancano le segnalazioni dei cittadini, storie di buste e lettere mai arrivate a destinazione, o comunque consegnate in ritardo. Chiesti lumi ieri all’azienda circa i 40 postini, la risposta è stata la seguente: Poste Italiane sostiene che i 40 portalettere hanno preso servizio nel Comasco già dalla metà di gennaio, quindi addirittura prima della promessa del responsabile dell’area logistica. Dalla seconda metà di febbraio, aggiunge l’azienda, sono arrivati nella nostra provincia altri 13 postini. Tutto personale a tempo determinato che deve cercare di sbloccare i centri di smistamento che vanno ancora a rilento, per esempio Cantù, per esempio Menaggio, ma anche Como.

I tre principali sindacati, Cgil, Cisl e Uil, assicurano però che dei 40 nuovi postini nel comasco non c’è nemmeno l’ombra. «No, affatto – dice Giovanni Fagone della Cgil – è arrivato al massimo qualche elemento, poche unità».

«Potrei dire una decina – aggiunge Stanislao Pisani della Cisl – qualche faccia nuova si è vista a Cantù, qualche altra a Como, ma non 40». «Per ora no, saranno forse assunzioni graduali, in un prossimo futuro – riferisce Giuseppe Incorvaia della Uil – per ora è arrivata solo qualche goccia».

Risulta peraltro che Fabio Toniolo sia stato spostato ad altro incarico a Mestre, a Venezia. Proprio lui, anche grazie al pressing di alcuni consiglieri regionali del territorio come Francesco Dotti, aveva ammesso che il recapito postale nel Comasco navigava in una situazione di disagio, soprattutto a causa dell’aumento dei volumi della corrispondenza nel periodo di Natale, in aggiunta ad un contemporaneo rallentamento nel reclutamento del personale a tempo determinato.n 
S. Bac.


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