La protesta per gli orti rimasti a secco dei coltivatori: «Perdiamo il raccolto»

Mariano Comense L’appello dopo che il Comune ha chiuso i rubinetti a causa della crisi idrica. «Rischiamo di buttare via due mesi di lavoro, basterebbe avere l’acqua mezz’ora al giorno»

La protesta per gli orti rimasti a secco dei coltivatori: «Perdiamo il raccolto»
Rubinetti chiusi per Roberto Del Giudice e gli altri coltivatori

Prima ha perso di vigore, poi è andata sbiadendo nel colore fino a cadere a terra perché rinsecchita. Questo è l’epilogo scritto dalla mancanza d’acqua per una zucchina piantata negli orti di Cascina Cottina come spiegano i coltivatori che si sono visti chiudere i rubinetti dal Comune a causa dell’emergenza idrica. Una scelta bocciata dagli assegnatari degli appezzamenti perché rischiano di vedere appassire sotto il sole l’impegno che da due mesi, ossia da quando hanno inaugurato gli orti.

«Non chiediamo di avere l’acqua tutto il giorno, ma solo mezz’ora la sera per non perdere i nostri frutti» domandano gli ortisti che motivano le loro parole. «Abbiamo investito nei semi e nelle piantine, abbiamo pagato in anticipo il canone annuo che comprende il servizio dell’acqua che ora ci viene tolto dopo esserci impegnati per due mesi a coltivare il terreno che non è alla nostra altezza, ti devi chinare sulla schiena per lavorarlo» ricorda Antonella Del Giudice col marito Roberto.

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