L’addio degli ex insegnanti a Fabio  «Ci insegni a reagire alle difficoltà»
Uno mento dei funerali svoltisi secondo le regole di distanziamento imposte dall’emergenza (Foto by Bartesaghi)

L’addio degli ex insegnanti a Fabio

«Ci insegni a reagire alle difficoltà»

In tanti ieri a Figino ai funerali del ragazzo morto a 23 anni dopo una lunga lotta contro il male. L’istituto Monnet: «Non si è mai arreso, è stato prezioso averlo conosciuto»

«Il dolore comporta lacrime, e le lacrime dei cristiani sono acqua capace di far fiorire il deserto». Un messaggio di speranza, quello di don Arnaldo Mavero, un’esortazione al coraggio per i familiari di Fabio Depalma, che se n’è andato a 23 anni appena dopo aver combattuto per 17 con la malattia.

Ieri, però, è stato ancora il tempo delle lacrime, per una separazione dolorosa. In tanti sono arrivati alla chiesa di San Michele per l’ultimo saluto al giovane, che aveva poco più di cinque anni quando si ammalò.

Fabio Depalma aveva 23 anni

Fabio Depalma aveva 23 anni

Un lungo cammino di sofferenza, da un intervento dall’altro, da un ospedale all’altro, passando da Como, da Torino, da Firenze, al Meyer, dove è rimasto a lungo ed è tornato in dicembre. Dopo l’ultimo intervento le sue condizioni peggiorano, fino al viaggio per tornare a casa, al Felice Villa di Mariano Comense, all’hospice del Mantello.

La comunità si è stretta attorno ai genitori Antonella e Mario e alla sorella Andrea, che hanno attraversato queste infinite prove sempre tenendolo per mano, affollando ieri la chiesa parrocchiale e il sagrato, date le misure imposte per l’emergenza sanitaria.

Commossi e affranti dalla notizia della scomparsa anche i suoi insegnanti all’istituto Jean Monnet, che non l’hanno mai dimenticato: «Si va a scuola per imparare, ma in questo caso è stato un esercizio al contrario – dice Rossella Ostini, coordinatrice della sezione che frequentava -. Pur consapevole della sua situazione non ha mai rinunciato. C’erano giorni in cui si scoraggiava, altri in cui ci scherzava su, ma non si è mai arreso».

«I suoi compagni l’adoravano - conclude -, è sempre stato molto benvoluto. Per noi incontrarlo è stato davvero un tesoro prezioso, è lui che ci ha insegnato a reagire alle difficoltà».

(Silvia Cattaneo)


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