Mariano, troppi morosi in mensa
«Recuperato il 20%, ora maniere forti»

Il Comune aveva accumulato crediti per 156mila euro dal 2011 nelle scuole cittadine. Il consiglio ha detto no all’esclusione dal servizio di chi non paga, la Giunta però non demorde

“Non è più possibile “chiudere un occhio” di fronte all’attuale morosità sulla mensa scolastica”. Con queste parole il sindaco di Mariano, Giovanni Marchisio, solo poche settimane fa annunciava la “crociata” contro i furbetti del servizio per rientrare di un debito che, dal 2011 a oggi, è andato espandendosi fino a toccare quota 156 mila euro di mancati incassi in bollettini non pagati tra le scuole d’infanzia ed elementari della città. Una battaglia lenta, ma inesorabile che ora comincia a dare i primi frutti.

Il Comune è infatti riuscito a recuperare 15 mila euro sui 77 mila euro di debito maturato per l’anno scolastico che si è chiuso a giugno ovvero è rientrato del 20 per cento sul mancato incasso del 2017/2018. Sugli anni precedenti, quelli che vanno dal 2014 al 2016, invece, piazzale Manlio ha recuperato 34 mila euro. Numeri alla mano, facendo un semplice calcolo matematico, si scopre che il debito totale è sceso a quota 107 mila euro, una cifra comunque importante ma minore rispetto a quella iniziale.

Un frutto figlio del diktat “niente mensa per i morosi” che, però, ora la giunta deve accantonare. A dirlo è lo stesso assessore con delega all’Istruzione e scuola, Lara Citterio. «Il provvedimento ha avuto un bell’effetto perché, ricevute le lettere, chi ha potuto ha ridotto la propria posizione debitoria - spiega -. Ora, però, non possiamo più seguire questo criterio perché il consiglio comunale ci ha dato un chiaro indirizzo approvando la mozione dei Cinque Stelle: a settembre nessun bambino, nemmeno i morosi, verrà escluso dal servizio».

Il Comune, però, non demorde e per recuperare il debito rimanente passa alla riscossione coattiva. «Abbiamo dato avvio al percorso che ci permetterà di individuare una ditta che svolga l’attività di riscossione coattiva dei crediti, come deciso pochi giorni fa in giunta», puntualizza l’assessore Citterio che, ancora oggi, continua a difendere la bontà dell’iniziale provvedimento «l’idea di non mandare bimbi in mensa era per evitare che le persone, che non pagano, andassero a incrementare il loro debito. Il recupero coattivo, invece, lo si fa su un periodo preciso».

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