Maxi antenna, siamo alla resa  Il Comune: «Resta in via Isonzo»
Inutili gli striscioni di protesta

Maxi antenna, siamo alla resa

Il Comune: «Resta in via Isonzo»

La polemicaMarchisio: «Ci abbiamo provato, non si può spostare, pena 50mila euro di multa»

Il comitato di residenti, che aveva raccolto 243 firme, replica: «Mai più contratti con Vodafone»

L’antenna Vodafone rimarrà esattamente dov’é. In via Isonzo al civico 93.

Con buona pace del Comitato nato per contestare l’arrivo del palo da 28 metri, collocato a bordo strada, all’interno della proprietà Cerliani.

«Purtroppo non c’é alternativa – spiega il sindaco Giovanni Marchisio - le abbiamo tentate tutte, ma non siamo riusciti a spostare l’impianto. Mi spiace, ma posso assicurare ai cittadini che ci abbiamo messo il massimo impegno».

Nulla di fatto

Si conclude con un nulla di fatto, quindi, il tentativo avviato dall’Amministrazione per trovare una collocazione diversa all’antenna del gestore telefonico che servirà per la trasmissione dei dati in 4G.

«So già che mi attaccheranno dicendo Vodafone 1 e Marchisio 0 – prosegue il cittadino - ma non ho mai detto che avrei spostato l’antenna. Ho sempre e solo promesso che avrei fatto di tutto per riuscirci, e su questo sono sereno. Lo sono meno su quelle che saranno le conseguenze, perché non sono contento di avere un palo di quell’altezza in centro città».

La vicenda nasce lo scorso giugno quando alcuni residenti della zona si accorgono della costruzione del basamento per accogliere l’antenna e vanno a chiedere spiegazioni in Comune. Il sindaco conferma che la concessione è stata rilasciata alcuni mesi prima dagli uffici, ma che la giunta ne è venuta a conoscenza solo dopo.

A quel punto l’esecutivo emette una delibera «perché preoccupati dell’impatto paesaggistico - assicurava Marchisio - non per la salute visto che da subito Arpa ha escluso dei rischi. Abbiamo chiesto alla commissione competente di approfondire il tema e alla Vodafone di sedersi al tavolo».

Viene avviata quindi una trattativa sulla base, spiegava ancora il sindaco, «di un raggio di copertura indicato dai tecnici del gestore telefonico che ci ha permesso di prendere in considerazione un’area di proprietà comunale in via Santa Caterina da Siena sino alla zona industriale di via per Cabiate, lontana dalle case. Il trasferimento ci sarebbe costato alcune decine di migliaia di euro».

Ma a inizio agosto Vodafone comunica al municipio il ricalcolo del raggio e di fatto ha «ristretto il raggio d’azione limitando l’area tra via Isonzo e via Sant’Ambrogio, zone densamente abitate e con due vincoli». Da una parte la fascia di rispetto dell’ospedale Felice Villa e dall’altra la presenza dell’oratorio e delle scuole “Del Curto” di via Sant’Ambrogio.

«A questo punto - commenta Marchisio -il gestore ci ha chiesto anche un indennizzo superiore ai 50 mila euro e questo poteva configurarsi, per il Comune, come un danno erariale».

Motivo per cui, l’antenna rimarrà in via Isonzo.

I lavori, quindi, riprenderanno già nei prossimi giorni: «L’antenna – conclude il sindaco – verrà mitigata con delle piante».

Cittadini delusi

Il Comitato di via Isonzo non l’ha presa bene: «Siamo molto delusi – dichiara Barbara Colzani, una delle residenti– dopo aver raccolto 243 firme, il sindaco sembrava stare dalla nostra parte. Questa notizia per noi è un fulmine a ciel sereno. Chiederemo un incontro a Marchisio per capire meglio i motivi della sua scelta, ma stiamo anche valutando di agire per vie legali e disdire tutti i contratti Vodafone dei firmatari della petizione».

Infine: «Non capiamo perché per ospedali, scuole e oratori ci siano delle fasce di rispetto e per i privati no. Anche nelle numerose case vicino all’antenna ci sono bambini e ammalati. E quindi le tutele per loro non valgono?».


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