Moschea a Cantù  Non preoccupa lo stop del Tar
L’ingresso del capannone di via Milano, frequentato dagli islamici

Moschea a Cantù

Non preoccupa lo stop del Tar

Parla l’assessore all’urbanistica Galbiati «Poi si entrerà nel merito. Nessun riflesso politico»

Sul cosiddetto caso moschea, per il Comune di Cantù, la partita al Tar è ancora tutta da giocare.

E, con una lettura politica, per l’assessore all’urbanistica Alice Galbiati, non ha molto senso l’entusiasmo manifestato dalle parti dell’associazione Assalam. Che, per il momento, non dovrà consegnare le chiavi del capannone di via Milano, al centro di uno scontro politico tra maggioranza e opposizione.

Il Comune

«Si tratta di una decisione tecnica che ha poco riflesso politico - dice l’assessore di Cantù Sicura - noi siamo tranquilli e aspettiamo fiduciosi l’esito dell’udienza di novembre».

La dichiarazione esprime il punto di vista della giunta del sindaco Edgardo Arosio, già trapelato nelle prime ore successive alla sospensiva sul provvedimento che porterebbe il Comune ad acquisire il capannone, per l’inottemperanza all’ingiunzione del dirigente comunale del 22 giugno, negli ultimi giorni della precedente amministrazione. Un atto in cui si intimava di non pregare nell’immobile acquistato dall’associazione della comunità musulmana, alla cifra di 800mila euro, soltanto lo scorso dicembre.

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