Omicidio dell’architetto di Carugo  Ergastolo per il commercialista
Alberto Brivio durante il processo a Como

Omicidio dell’architetto di Carugo

Ergastolo per il commercialista

Alberto Brivio ritenuto uno dei mandanti. L’ex moglie del professionista era stata condannata a vent’anni con il rito abbreviato

Ergastolo per lui, vent’anni per lei, con la medesima accusa: avere commissionato a un gruppo di “sbandati» una serie di atti intimidatori sfociati nell’omicidio dell’architetto Alfio Molteni, 57 anni, ucciso a colpi di pistola sotto casa a Carugo il 14 ottobre 2015. Lui è Alberto Brivio, 50 anni, commercialista, condannato ieri all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Como. Lei è la ex moglie della vittima, Daniela Rho, 46 anni - che con Brivio ha avuto una relazione sentimentale - la quale aveva scelto la via del giudizio abbreviato, per cui era stata condannata a vent’anni il 30 marzo scorso. I due procedimenti paralleli sugli stessi fatti sono giunti a conclusione a venti giorni di distanza, con il medesimo esito: condanna per tutti gli imputati. I giudici, in entrambi i casi, hanno infatti accolto le conclusioni del pm Pasquale Addesso avallando la ricostruzione della Procura di Como: Rho commissionò con Brivio un’escalation di attentati nei confronti del marito, dal quale si stava separando, una serie di atti intimidatori che, nell’idea dei mandanti, avrebbero dovuto mettere in cattiva luce l’architetto agli occhi del giudice civile che avrebbe dovuto decidere sull’affidamento delle figlie nella causa di separazione. Determinante, a questo proposito, fu la confidenza che Molteni fece a un amico avvocato, al quale aveva rivelato la paura per gli attentati (si era passati dall’auto bruciata nel garage dello studio a spari contro le finestre di casa) e per il fatto che gli atti intimidatori accadevano sempre quando, nell’ambito della causa di separazione, Molteni otteneva dal giudice provvedimenti favorevoli. In realtà, è emerso dalle indagini, la notte dell’omicidio Molteni avrebbe dovuto essere «gambizzato», ma la gravità delle ferite alla gamba e all’addome ne provocò la morte. A nulla è servito alla coppia Rho-Brivio tentare di scaricare le colpe sull’altro. La difesa di Brivio, in particolare, aveva chiesto di indagare a fondo sulla famiglia Rho e aveva chiesto la trasmissione in procura degli atti relativi alle deposizioni dei genitori della donna. Non meglio è andata agli esecutori materiali dell’omicidio: i giudici oggi hanno condannato all’ergastolo anche Vicenzo Scovazzo, 56 anni, ritenuto uno degli esecutori materiali. Condannato a cinque anni, infine, anche l’investigatore privato Giovanni Terenghi per stalking, incendio e calunnia, con riferimento agli atti intimidatori nei confronti della vittima. In udienza preliminare, assieme alla Rho erano stati condannati (entrambi a 14 anni e 8 mesi) gli altri esecutori materiali: Giuseppe De Martino e Michele Crisopulli. In un terzo procedimento separato era invece stato condannato a 19 anni Luigi Rugolo, ex guardia giurata che secondo l’accusa è stato l’anello di congiunzione tra Brivio e il gruppo di persone legate alla piccola malavita brianzola, esecutori materiali degli attentati e dell’omicidio.

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