Ospedali comaschi al limite:   «Non venite se non davvero urgente»
Boom di pazienti anche al Sant’Anna, chi ha sintomi lievi non deve presentarsi in Pronto soccorso ma chiamare il proprio medico

Ospedali comaschi al limite:

«Non venite se non davvero urgente»

Pronto soccorso preso d’assalto e reparti costretti a rimodulare quotidianamente gli spazi

Cresce la pressione sugli ospedali e in particolare sui pronto soccorso. Il Sant’Anna, che è un hub Covid, fatica a trovare letti liberi. E il reparto di emergenza è preso d’assalto.

«Soprattutto nell’ultima settimana sta aumentando la pressione dei pazienti con sintomi riconducibili al Covid – spiega Roberto Pusinelli, primario del pronto soccorso del Sant’Anna - Negli ultimi tre giorni abbiamo avuto in media dieci pazienti al giorno da ricoverare, mercoledì erano venti, ieri sera trenta. Oltre ai pazienti Covid abbiamo anche pazienti cronici le cui patologie si sono riacutizzate, senza contare le emergenze».

Al Sant’Anna siamo a 162 ricoverati di cui 13 in terapia intensiva, 49 sono ventilati. A inizio ottobre i pazienti Covid a San Fermo erano 15, nel resto della provincia zero. Fuori dalle porte del pronto soccorso del Sant’Anna in attesa di un letto ieri c’erano 25 pazienti, a Cantù 16 e a Menaggio uno. Già martedì erano in 15 in attesa al pronto soccorso di San Fermo e 11 a Cantù.

La pressione, insomma, si fa sentire. E ancora una volta i medici che lavorano nei reparti di emergenza si raccomandano: con febbre e tosse non bisogna correre al pronto soccorso, ma è bene prima contattare il proprio medico.


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