Pronto soccorso, basta aggressioni  A Cantù telecamere di sorveglianza
Una delle telecamere che sorvegliano gli ingressi (Foto by Stefano Bartesaghi)

Pronto soccorso, basta aggressioni

A Cantù telecamere di sorveglianza

Sono 5 gli occhi elettronici che sorvegliano gli ingressi e gli ambienti della struttura. Spesi diecimila euro dopo gli ultimi casi di pazienti violenti e di minacce da parte degli utenti

Aggressioni al personale sanitario, scoppi d’ira, mobili e attrezzature danneggiate. Di episodi simili, soprattutto nelle nottate del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate, se ne sono contati diversi negli ultimi anni, tanto che gli stessi dipendenti del reparto d’emeregenza urgenza di via Domea chiedevano a gran voce provvedimenti.

Ora l’Asst Lariana ha dato una prima risposta concreta, installando cinque telecamere, inoltre si sta valutando un ampliamento dell’organico della vigilanza aziendale tramite procedure di mobilità interna. Non è breve l’elenco dei fatti spiacevoli che si sono succeduti negli ultimi anni.

L’importo della spesa delle telecamere è di circa 10mila euro e comprende anche il sistema di videoregistrazione e visione posizionato in centrale di vigilanza. Un primo intervento in questo senso era già stato compiuto un paio d’anni fa, quando, per garantire maggior tutela agli operatori ospedalieri vittime di atti di violenza, l’Asst Lariana ha introdotto la consulenza legale e psicologica per i dipendenti che dovessero subire aggressioni e la promozione di azioni di rivalsa nei confronti dei responsabili.


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