«Quaresima, digiuno di Whatsapp»

Mariano imita il fioretto genovese

La proposta rilanciata sulla “Voce” della comunità: «Così da avere il tempo di guardarsi e parlare»

«Quaresima, digiuno di Whatsapp» Mariano imita il fioretto genovese
La parrocchia di santo Stefano ha rilanciato l’idea arrivata da Sturla

Una volta si rinunciava alla panna, piuttosto che al gelato fino a Pasqua.

In tempi sempre più tecnologici anche la Chiesa si adegua e propone per la Quaresima il “fioretto digitale”. «Troppo facile il digiuno dal cibo. Mi piace molto l’idea di vedere Gesù che mi prende l’iPhone, me lo butta nel lago di Tiberiade, e mi dice: “Lascia le tue reti wireless, e seguimi”».

L’idea partita da don Valentino Porcile, parroco della chiesa della Santissima Annunziata a Sturla, Genova, presto è stata ripresa anche dalla comunità pastorale San Francesco: stop a WhatsApp fino a Pasqua. «Spegniamolo almeno due ore al giorno per avere il tempo di guardarsi negli occhi, parlarsi o dedicare tempo a chi è meno fortunato di noi».

«Propongo di occupare il tempo in cui whatsapp sarà spento, un tempo drammaticamente lungo, propongo di occuparlo con relazioni vere,non finte e virtuali - si legge -. Due ore di chiacchere. Di guardarsi negli occhi. Semplicemente, di parlarsi. O di dedicare questo tempo a chi è meno fortunato di noi».

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