Studenti, l’odissea sugli autobus  Tra mezzi strapieni e corse all’osso
Non di rado gli studenti faticano a salire sull’autobus per tornare a casa (Foto by foto butti)

Studenti, l’odissea sugli autobus

Tra mezzi strapieni e corse all’osso

La rabbia degli studenti: autobus sovraffollati, ritardi e un numero di corse non sempre sufficiente a rispondere alle richieste degli utenti, soprattutto negli orari di entrata e uscita da scuola

«Non se ne può più. Quando prendo il bus alle 14.30 da Sant’Agostino, parte già pieno. Peraltro, se perdo quello, devo attendere fino alle 16.10 per il successivo. Le corse sono pochissime e spesso piene. Dovrebbero aumentarle».

Lo sfogo è di Amira, studentessa del Caio Plinio, che vive in Valle d’Intelvi ed è passeggera abituale del C20, la linea extraurbana diretta a Lanzo. Chiede un numero maggiore di corse, così da riuscire a compiere un viaggio in maniera confortevole e non essere costretta, semmai dovesse perdere il bus, ad aspettare quasi due ore per poter salire sul successivo.

Quella di Amira è una delle tante richieste circa l’incremento del numero e della qualità delle corse. Per comprendere la portata del problema è sufficiente trascorrere qualche minuto in piazza Vittoria alle 13, orario di uscita da scuola. All’arrivo dell’“uno” - tratto urbano - diretto verso via Milano, i ragazzi si sono incolonnati per salire. Quando il conducente ha aperto le porte, il mezzo era già strapieno. Le porte si sono richiuse a fatica, anche se nessuno è rimasto a terra.

Poco più di un’ora dopo, alla pensilina di Santa Chiara, in corrispondenza dell’istituto Pessina, la scena si è ripetuta, a una fermata che peraltro è utilizzata da moltissimi studenti del Setificio.

Prima, il C50 diretto a Cantù è passato piuttosto pieno e, dopo essersi fermato, ha “caricato” un buon numero di alunni prima di ripartire.

Ma il “clou” è arrivato sempre con un mezzo della linea 1, la più frequentata e che conta le segnalazioni maggiori circa i ritardi e gli affollamenti: in questo caso, alcuni sono saliti anche utilizzando le porte posteriori, rimendiando pure i rimbrotti di un anziano che invece avrebbe voluto scendere. Altri si sono accalcati davanti, salendo a fatica. Gli ultimi hanno deciso di desistere.

Sono solo alcuni esempi, ma la situazione è simile (se non peggiore) al Giovio o alla Magistri. Così, di fronte a un aumento del prezzo dell’abbonamento, la richiesta dell’utenza è almeno di un incremento del numero delle corse. Dal canto suo, l’Agenzia per il trasporto sottolinea come si stia monitorando costantemente la situazione e invita i cittadini a inviare loro le segnalazioni.

«Abbiamo avuto un incontro con l’assessore Vincenzo Bella (ha la delega ai trasporti e alla mobilità ndr) - spiega il presidente Angelo Colzani -, abbiamo parlato degli impegni futuri e stiamo controllando le fermate per vedere cosa si può fare. Poi, l’altro passaggio che vorremmo fare è quello di sentire i presidi per capire quali siano le problematiche particolari da loro conosciute: il nostro servizio è “dimensionato” sull’anno scorso e a noi sembra vada abbastanza bene, dovremmo però sapere se ci sono stati degli incrementi particolari negli iscritti e delle variazioni sugli orari, così da regolarci».

Infine, la richiesta ai cittadini di comunicare a loro e ad Asf tutti i problemi. «Noi abbiamo l’obbligo di monitorare - conclude Colzani - Al momento, non abbiamo ricevuto particolari segnalazioni di disagi così evidenti, a parte i casi di sovraffollamento negli orari di punta. Ma chiediamo di scrivere a noi e ad Asf, di segnalare i disservizi, così da averne contezza, verificare e, nel caso, intervenire apportando gli opportuni correttivi».


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