Terza ondata finalmente giù  Dimezzati i contagi a Cantù
CANTU - L’OSPEDALE SAN ANTONIO ABATE (Foto by Stefano Bartesaghi)

Terza ondata finalmente giù

Dimezzati i contagi a Cantù

Nel mese di aprile si registra un meno 55%. I positivi accertati in città sono ora solo 136. Il sindaco: «Ma basta poco per sprecare tutti i sacrifici». Ramella: «Speriamo sia la volta buona». Azzola Guicciardi è per allentare il coprifuoco alle 22: «Più pericolosi i trasporti pubblici»

I contagi più che dimezzati in tre settimane: si scende in città al -55%, con 136 casi di persone positive al Sars-Cov-2, anziché i 368 di inizio mese. Superato il periodo più critico della terza ondata, mentre cala anche la pressione sull’ospedale Sant’Antonio Abate, con 39 ricoverati di cui 3 in rianimazione e altri 2 pazienti Covid in pronto soccorso, da domani anche a Cantù si parte con la zona gialla. Che significa meno restrizioni, ma anche il rischio di un “liberi tutti”. Poco opportuno, come ricorda il sindaco Alice Galbiati, che invita a tenere alta l’attenzione.

Gli ultimi dati di Ats Insubria diffusi dal Comune, oltre al vistoso calo rispetto alle precedenti settimane, ricordano anche le 72 persone in quarantena, i 95 deceduti da ottobre, le 3.399 persone guarite. In una città dove ancora le vaccinazioni devono spingere: la percentuale - dato della Regione - di chi è stato sottoposto a profilassi a Cantù, è del 18,73%, contro il 25,35% di Como. Ma, intanto, dopo due mesi, si ritorna alla zona gialla.

Galbiati: «No a un “liberi tutti”»

«Il passaggio della nostra Regione in zona gialla, con quanto ne consegue in termini di allentamento delle restrizioni, è certamente una bellissima notizia - dice il sindaco Galbiati - Non dobbiamo dimenticare tuttavia quello che questa pandemia ci ha insegnato: basta davvero poco per sprecare tutti i sacrifici fatti. L’esperienza della Sardegna, da zona bianca a rossa, ci sia da monito nell’affrontare le prossime settimane. Quindi, bene, anzi, benissimo questo passaggio in giallo, ma che non sia inteso come un “liberi tutti”, perché la battaglia contro il virus è ancora in corso. Mascherina, distanziamento e igiene delle mani devono ancora essere le nostre parole d’ordine. Ciò detto, un pensiero particolare alle attività che riprenderanno da lunedì e l’augurio per tutti di non dover più fare i conti con misure più restrittive».

Fiducia per i vaccini e per il caldo

Michele Ramella, consigliere comunale delegato alla sanità, spera che sia l’inizio di un miglioramento progressivo: «Ci troviamo spesso di fronte a situazioni variabili, speriamo sia la volta buona e di essere sulla strada giusta. I fattori che possono avere contributo al calo: la campagna vaccinale in atto, il cambio di stagione e le misure restrittive. Verrebbe da pensare che sia normale che scendano questi dati».

Marco Azzola Guicciardi, medico chirurgo, punta l’attenzione su un particolare aspetto. «Volendo mettere i puntini sulle “i”, credo sia più pericolosa la situazione del trasporto pubblico, che non l’ora o le due ore in più per il coprifuoco, che, peraltro, alle 22, causa conseguenze economiche - dice - Noto che c’è per fortuna una maggiore tolleranza da parte delle forze dell’ordine. Mi sembra che adesso, in quanto a rispetto delle regole, ci sia un’attenzione generale in alcuni casi altissima. Ora è anche il momento di tentare con maggiore coraggio qualche allentamento in più».

Con le temperature in rialzo, il virus va in difficoltà. Azzola Guicciardi ricorda che peraltro c’è il problema di chi soffre di altre patologie. «Non dobbiamo dimenticare - afferma - che non c’è soltanto il Covid: ci sono tante persone che hanno altri problemi di salute». Aspetto di cui si parla meno.

Christian Galimberti

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