Turba: «Ma quale metrò leggero  Allunghiamo le corse dei treni»
La stazione di via Vittorio Veneto potrebbe diventare capolinea

Turba: «Ma quale metrò leggero

Allunghiamo le corse dei treni»

Il sottosegretario regionale leghista replica a sulla Cantù-Como: «Elettrificando questa linea porteremo in Brianza i convogli ticinesi»

Sull’ipotesi di mettere in esercizio il metrò leggero tra Cantù e Como il sottosegretario con delega ai rapporti con il Consiglio Regionale Fabrizio Turba frena: «Non dobbiamo solo potenziare un trenino con una decina di corse giornaliere ma arrivare un pezzo alla volta a inserire le infrastrutture già esistenti in una rete internazionale».

Il che significa far attestare il capolinea con la Svizzera e Malpensa da Albate-Camerlata alla stazione di via Vittorio Veneto, così che anche il servizio Tilo arrivi in città. Con i vantaggi immaginabili per i frontalieri. Un’idea già proposta all’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale e che circola all’ombra di San Paolo da un bel po’ di anni. Senza venire attuata.

Progetti agognati da decenni dai pendolari, visto che la stazione canturina è oggi sottoutilizzata. Il che, visti i noti problemi di inquinamento e traffico, è miope e poco avveduto.

Il primo passo, imprescindibile, è l’elettrificazione almeno di una parte dei binari tra Como e Cantù per arrivare a Erba, e un primo parziale preventivo dei tecnici del Pirellone è di 6 milioni di euro. In merito, nei giorni scorsi, è stato approvato un ordine del giorno al Bilancio di assestamento regionale presentato dal portavoce M5S Raffaele Erba.

«In realtà l’attività è già in essere – puntualizza il leghista Turba – ma la prospettiva progettuale alla quale la Regione sta lavorando concretamente non è quella del metrò leggero, bensì dell’elettrificazione per portare i treni Tilo a Cantù. I frontalieri sono molti anche nel Canturino, quindi questo progetto, da inserire nel sistema regionale arrivando sino a Erba, è subito spendibile creando un collegamento diretto con la Svizzera».

In parole povere, non pensare di mettere in circolazione nuovo materiale rotabile, ma di aumentare il potenziale di quello già in circolazione allargandone il bacino d’utenza.

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