Un milione di multe non pagate
Cantù si affida a un esattore

Il Comune attiva la riscossione coattiva: gli elenchi degli inadempienti a una società specializzata. Due terzi del credito (700mila euro) riferiti al 2019: in gran parte infrazioni al codice della strada

L’automobilista medio, beccato in contravvenzione, tuona contro il Comune, accusandolo di staccare multe per riempire le casse del municipio. Il che non è vero neppure nei fatti, visto che all’appello manca un milione e 100 mila euro di sanzioni non pagate. Per questo sono stati approvati gli elenchi da trasmettere alla società che si occupa dell’attività di riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extratributarie dell’ente.

Insomma, i nomi di chi non ha pagato il dovuto dopo essere passato con il rosso o non aver rispettato il limite di velocità. Una cifra importante, ma le quote recuperate, rispetto al passato, sono più consistenti. Merito probabilmente anche della normativa che ha introdotto la possibilità di beneficiare dello sconto del 30% sull’importo se si effettui il pagamento entro cinque giorni dalla notifica. In questi giorni il dirigente della polizia locale, il comandante Vincenzo Aiello, ha attivato la procedura di riscossione coattiva delle sanzioni amministrative non pagate, tenuta ferma nei mesi scorsi causa lockdown.

Il dettaglio

Conti alla mano, mancano all’appello 1.098.318 euro, in larga parte riferiti a verbali del 2019. Nel dettaglio, la quota residuale riferita al secondo semestre del 2017 è poca cosa, 2.197 euro, mentre per il primo semestre del 2018 si sale a 391.935 euro. Per tutto il 2019, invece, la cifra è anche più consistente, 704.184 euro. Per quanto riguarda il mancato rispetto dei regolamenti comunali piazza Parini deve recuperare 3.001 euro del 2018, 29.500 euro del 2019. Ci sono poi da riscuotere 3.542 euro relativi all’infrazione delle normative regionali sull’inquinamento e 15.589 euro di verbali relativi a ordinanze sul commercio in area pubblica e privata. Una cifra importante, nell’economia del bilancio comunale. «Sono abbastanza fiducioso in merito – dice l’assessore al Bilancio, il vicesindaco Giuseppe Molteni – perché quando abbiamo predisposto il documento di programmazione economica abbiamo definito questi valori in maniera molto prudenziale. Inoltre negli anni passati la riscossione è andata discretamente».

Meglio rispetto al passato

Mediamente le somme effettivamente riscosse nei primi 60 giorni dalla notifica dell’ingiunzione fiscale risultano pari a circa il 20% delle somme dovute a titolo coattivo, corrispondente in tal caso a 220mila euro. Dal 2017 l’attività di riscossione di tutte le entrate tributarie ed extratributarie è andata alla Abaco, fino al 2023, il cui aggio – ovvero la quota che le spetta per l’attività – è calcolato solamente sul riscosso. Viste le cifre, i pagamenti latitanti sono relativi solo agli ultimi due anni.

Un miglioramento rispetto al passato: «A mio avviso – commenta il comandante Vincenzo Aiello – questo deriva da un cambiamento normativo, che ha permesso di pagare entro cinque giorni usufruendo della riduzione del 30%. Inoltre si sono moltiplicati i canali attraverso i quali è possibile effettuare i pagamenti. E poi, prima di procedere con l’ingiunzione, inviamo al cittadino una lettera di cortesia, perché a volte il mancato versamento è frutto di dimenticanza. Anche la tempestività nelle notifiche aiuta sia il comando che il cittadino, abbattendo fenomeni come il cambio di ragione sociale».

Silvia Cattaneo

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