Un’Immacolata in nome dell’arte
Inaugurata la scultura sulle mamme

Oggi a Mariano la cerimonia in via Palestro per la grande opera di Vito Valentino Cimarosti

Un’Immacolata in nome dell’arte Inaugurata la scultura sulle mamme
La benedizione della scultura

L’importanza del ruolo della mamma scolpito nel bianco marmo di Carrara. È “Scultura Madre”, un’unica curva scavata nel blocco che simboleggia la maternità, ma anche la vela, ricordando così come ogni mamma non solo generi, ma prepari il figlio al viaggio della vita.

Da ieri domina l’ingresso al parcheggio di via Palestro a Mariano. Perché nel giorno dedicato all’Immacolata la giunta guidata da Giovanni Alberti ha inaugurato l’opera donata dall’azienda “Officina della Scala”, realizzata dall’artista Vito Valentino Cimarosti , grazie al contributo della “Bassi&Bellotti” e “Neri”.

«La comunità deve saper accompagnare tutti, senza lasciare indietro nessuno, garantendo un futuro a tutti quei cittadini che ne fanno parte, come una mamma. Questo è il monito che leggo in questa scultura» ha aperto la cerimonia, il primo cittadino.

«La nostra città arriva da un periodo molto difficile, sono quasi due anni che viviamo una grande sofferenza economica e sociale, ma abbiamo cercato ogni occasione per trovare quel coraggio di guardare verso il futuro con ottimismo, come con questo dono».

Le sue parole sono state raccolte da Giorgio Pozzi di “Officina della Scala”.

«È la festa della Madre di tutte le Madri, una giornata resa magica dalla neve» ha motivato la scelta di scoprire la scultura nel giorno dell’Immacolata, Pozzi. «In questi due anni di pandemia, ci siamo chiesti cosa potevamo fare per la nostra città che amiamo : abbiamo individuato nella madre una figura fondamentale» ha introdotto alla scultura, l’amministratore delegato della società marianese. «È un’opera semplice, ma immediatamente comprensibile dove chi guarda può vedere la madre celeste, la mamma personale o la madre terra, se laico» ha aggiunto l’artista, Cimarosti, docente di scultura al liceo artistico statale “Fausto Melotti” di Cantù.

L’opera è stata scavata nel marmo della Cava Gioia fornito dall’azienda locale “Bassi & Bellotti”. «È la stessa dove Michelangelo e Leonardo prendevano i pezzi» sorride il presidente, Maurizio Bassi . «La realizzazione è stata fatta in azienda in un reparto dedicato alla scultore, ci piaceva che fosse nostra, italiana».

Tra gli interventi quello dell’esponente nazionale di Fratelli d’Italia, Alessio Butti . «Pozzi ha scelto di ricordare la propria mamma, facendo sentire a tutti quanti noi, con uno sforzo emotivo non indifferente, la nostra mamma. E abbiamo bisogno di riscoprire le nostre tradizioni e nostre cultura per esprimere tutto l’amore che portiamo in serbo per chi ci ha consentito di vivere l’avventura più straordinaria che è la nostra vita».

Silvia Rigamonti

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