Martedì 11 Maggio 2010

Il lago alto non danneggia solo la piazza


Vorrei reagire educatamente alla solita tesi difensiva accampata da chi regola i flussi del lago: la piazza Cavour che scende. Posso assicurare che come riferimento non esiste solo la piazza Cavour e chi regola i flussi dovrebbe iniziare a tenerne ben conto e non far finta ogni volta che il problema non esista. La piazza Cavour è solo emblematica, ma i danni maggiori non sono qui: l'Alto Lago si sta allagando esattamente secondo le solite regole idrogeologiche e non è oggetto di bradisismo. Ormai gli elementi comprovati anche da pareri più autorevoli del mio ci sarebbero tutti, pareri scritti, riletti e testati da anni: salvo casi eccezionali, se chi regola i flussi del lago facesse prevenzione sui livelli (non ci vuole molto: stagionalità e previsioni del tempo sono sufficienti) e non magazzino ad oltranza per cedere l'acqua a terzi, non sarebbe necessaria alcuna paratia. Ci sarebbe quindi da chiedersi perché siano state imposte lo stesso (a titolo oneroso), anziché pretendere di essere coinvolti nella gestione della acque del Lario e poter fare prevenzione (gratuita). Questi sono i misteri della politica già più volte emersi e mai svelati perché ovviamente la risposta è implicita nel «cui prodest ?».
 A paratie completate forse piazza Cavour sarà tutelata. A questo punto stampa e opinione pubblica probabilmente troveranno il lago alto un argomento non più degno di suscitare allarme ed attenzione, ma i responsabili del Consorzio, eticamente, sappiano che il problema per molti continuerà ad esistere, e quindi meglio sarebbe se continuassero a seguire spontaneamente il livello (e non farlo solo se sollecitati dalla stampa). Però visto che l'etica in questo Paese è  superata dall'interesse di parte, sarebbe quanto mai necessaria una normativa che tuteli i meno fortunati circa il rispetto dello zero idrometrico e la prevenzione alluvioni. Normativa che mi meraviglio come ancora non sia stata sollecitata dalla protezione civile.
Questo sollecito di intervento a tutela è indirizzato ai politici che dovrebbero avere a cuore non solo un Comune ma la provincia tutta (anzi, le province perché le esondazioni interessano Como, Lecco e Sondrio).
Detto tra noi, se le cose funzionassero come al tempo degli austriaci, che nel 1830 misero a punto il monitoragio che ancora vige sul lago bonificando nel contempo tutto il pian di Spagna, il problema di far quadrare i conti, anzi l'acqua del lago, sarebbe già risolto. E parliamo di austriaci dominatori, visto che si sta festeggiando l'Unita' d'Italia, e non di italiani che maggiormente dovrebbero essere interessati a risolvere e non a creare problemi al territorio nel quale sono forse nati.

Walfredo Cecconi

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