Sabato 18 Settembre 2010

Cosa direbbe Ennio Flaiano di questa Italia


Sulla quarta pagina di martedì 14 settembre avete pubblicato un breve articolo dal titolo: “Arrivano i nostri per salvare Silvio”. Riferite dell'onorevole Nucara che tenta di organizzare un gruppo multicolore per il salvataggio della maggioranza e poi riprendete la discussione scatenata dalle parole del deputato pidiellino Stracquadanio (ma esiste davvero?) che santifica la prostituzione ai fini della carriera. Forse voi siete più addentro di me nei misteri parlamentari e quindi potete
rispondermi: c'è un rapporto tra le due notizie?
Mentre mi ponevo questa domanda sono stato travolto dagli eventi: la Guardia di Finanza era sottocoperta quando i libici hanno sparato sugli italiani. Il governo sta forse pensando che è opportuno eliminare qualche connazionale di troppo per far quadrare i conti? Che ne pensa il Tremonti? Sarà mica un'idea sua?
Aveva proprio ragione Flaiano: la situazione è grave, ma non è seria!
Però, italiani, piantiamola di riderci sopra!
Cordiali saluti

Antonio Sampietro


Caro Antonio,
 se Flaiano fosse ancora tra noi apprezzerebbe la sua lettera che è una bella (o brutta fotografia) dell'Italia in cui ci tocca campare. Ma forse dinanzi a questo paese, neppure l'intellettuale abruzzese riuscirebbe a raccapezzarsi. Altro che un "Marziano a Roma", qui gli alieni non basterebbero. Riguardo all'onorevole Stracquadanio, si stupisca:esiste davvero. E ha trovato, gliene dia atto, il sistema per far sì che i più imparino il suo impronunziabile cognome. Magari, in qualche caso, ha pure ragione a denunciare il meretricio (nelle sue varie forme) in Parlamento. Il legame tra la campagna acquisti, peraltro difficoltosa, del premier, lo vede lei. Lasciamo che anche gli altri lettori si facciano le loro un'idea. Venendo alle risate (perlopiù amare) degli italiani, la panacea non appare facile. I politici che quando devono fare i propri interessi sono abilissimi ci hanno spuntato anche l'unica arma di cui disponevamo, quella del voto, con questa legge elettorale che delega di fatto alle segreterie dei partiti la scelta di deputati e senatori. Qualcuno dice che vuole cambiarla, ma alla fine, creda, va bene a tutti. Perciò non ci resta che l'astensione di massa o la piazza. Il timore è che alla fine, qualcuno punti sulla seconda, E allora ci sarebbe davvero poco da ridere.

Francesco Angelini

© riproduzione riservata

Tags