Mercoledì 05 Gennaio 2011

Quei pedaggi che col tempo si fanno infiniti

Fra i rincari di tariffe per il 2011 vi è quello dell'autostrada. Vorrei esporre al proposito una mia considerazione che scaturisce da ciò che ricordo del passato remoto, più che del passato prossimo. Negli anni '60, allorquando iniziò la costruzione e l'esercizio delle autostrade a qualche politico e non, che si era lamentato per l'applicazione del relativo pedaggio, fu risposto dai governanti di allora che detta costruzione veniva effettuata da una Spa su concessione governativa della durata di anni trenta. Quindi era giusto che la società facesse pagare un pedaggio per il recupero del denaro investito oltre a un equo profitto e veniva comunicato che dopo i prescritti trenta anni si sarebbe pagato un pedaggio commisurato alle sole spese di manutenzione, o poco più.
La realtà invece è stata molto diversa, anzi vi è stato un continuo, progressivo aumento dei pedaggi e non soltanto sui tratti di recente costruzione, ma anche per quelli costruiti 30, 40 e 50 anni fa, consentendo a padroni e soci delle autostrade, di ingrassare. Se qualcuno ricorda diversamente me lo dica.

Martino Pirone


Nessuno può ricordare diversamente, perché le cose sono sempre andate in questo modo. In un modo che, a fronte di continui esborsi, non garantisce corrispondenti migliorie. Semmai il contrario: paghiamo sempre di più, veniamo ripagati sempre di meno. Ci hanno spesso raccontato la storia che lo Stato (che poi siamo sempre noi) provvede alla realizzazione di grandi opere a favore della qualità della vita dei suoi cittadini. Ma sono i cittadini a dover provvedere in taluni casi e per qualche tempo alla gestione-manutenzione di queste opere, nonostante debbano già provvedere a spendere per i vari servizi da tutti conosciuti (e da tutti non sempre - quasi mai - apprezzati). Ma ci sono opere che danno la sensazione di essere finanziate, rifinanziate, e ancora rifinanziate. Opere che ci sembra di pagare una, due, tre e chissà quante altre volte. E altre nuove opere progettate senza che le vecchie abbiano trovato definitiva ultimazione. Eccetera. Ci sono Paesi nei quali sulle autostrade si viaggia gratuitamente e dove l'unico prezzo richiesto ai cittadini è di osservare le regole generali della vita comunitaria, a cominciare dal pagamento delle tasse. Se ciascuno di essi le onora, nessuno è costretto a superiori oneri. Proprio il contrario di quello che succede da noi. E pensare che a causa dei balzelli tariffari l'Autolaghi, come proclamava anni fa la dirigenza della Provincia, doveva diventare la nostra Valsusa.

Max Lodi

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