Mercoledì 16 Febbraio 2011

Il federalismo e il rilancio del nostro Paese

La Lega Nord da troppo tempo sta rincorrendo l'ottenimento del federalismo, ora sembra vicina al traguardo. Quest'importante cambiamento dal sistema attuale dev'essere studiato con cognizione di causa per ottenere effettive migliorie tra il sistema attuale ed il federalismo (così come ci è sempre stato fatto credere). Dalle diverse discussioni viste e sentite alla Tv, alla radio e lette sui giornali sembra che i  vantaggi che si otterranno con il federalismo non siano così certi e questo, in base alle teorie degli avversari politici ai quali, i vari Bossi, Calderoli, Cota e altri non sono stati in grado (a mio avviso) di controbattere con argomentazioni convincenti, lasciando nell'incertezza chi ci ha sempre creduto.
 Forse sulla carta l'ottenimento di effettive convenienze con il federalismo poteva sembrare più facile? A questo punto sarebbe invece opportuno esserne assolutamente sicuri per non ritrovarci con sgradevoli sorprese e la non funzionalità del nuovo sistema, soprattutto se si tratterà di pagare altre tasse oltre a quelle attuali già gravose. Pertanto è necessario che la convenienza sia evidente ed effettiva da subito. Diversamente sarebbe meglio rinunciare al federalismo poichè tra l'altro oltre alla figuraccia che ne deriverebbe, si perderebbero anche credibilità e voti.
Nel frattempo la Lega Nord, potrebbe dedicarsi, tra l'altro, alla promessa eliminazione del canone Rai ed anche alla eliminazione del bollo di circolazione, quest'ultima palesemente promessa e non mantenuta dal "compagno di viaggio Silvio Berlusconi" .

Ugo Togni


A dubitare dell'efficacia del federalismo, di questo federalismo, è ormai anche l'elettorato più fedele alla Lega. «Ne verrà fuori un brodino così allungato che la cura sarà peggio del male» ha dichiarato Giorgio Merletti, presidente della Confartigianato lombarda. Non è l'unico a lamentarsi.
 Si lamentano gli amministratori di periferia, si lamenta il blocco dei produttori locali, si lamenta tutta quella larga quota di cittadini del territorio lombardo e veneto che attendeva da questo governo ciò che questo governo non gli ha dato. E difficilmente gli darà. Alla scossa economica ci credono in pochi, alla diminuzione delle tasse ancora meno, a uno Stato che sia d'aiuto ai privati, anziché d'impiccio, una minoranza così sparuta da essere quasi invisibile. Anzi, forse non ci crede più nessuno. Nessuno di quelli che continuano a pagare il canone Rai e il bollo di circolazione senza essere ripagati come meriterebbero.

Max Lodi

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