Sabato 19 Febbraio 2011

Mille battaglie, ma la donna resta un oggetto

Le lotte per l'emancipazione della donna e il suo rispetto fondano le radici nel tempo (il meretricio si dice sia il “mestiere” più vecchio del mondo), senza mai arrivare veramente a esprimere un sincero rispetto da parte dell'uomo. Neanche il cristianesimo vi riuscì. Lo stesso Engels nel XIX secolo scrisse sul tema (in sintesi): «L'emancipazione della donna passa attraverso il lavoro; acquisita l'indipendenza economica, passa poi attraverso l'abolizione della famiglia com'è intesa ancor oggi». Questi concetti ancor oggi sono alla base dell'analisi di certa sinistra. 
Pur essendo Engels un teorico del marxismo (professo questa idea), riconosco che questa filosofia non dev'essere presa a modello per l'emancipazione della donna e nemmeno per la base di un nuovo modello di società, perché questi concetti sono stati espressi in altra epoca.
Credo debba essere proprio la famiglia il primo nucleo della società, famiglia che potrebbe essere anche composta d'individui dello stesso sesso che si amano e si rispettino. Non vi può essere una società migliore se il primo nucleo è demolito. Negli anni il processo dell'emancipazione femminile, permettetemi di chiamarlo “rispetto per la donna”, ha avuto molte fasi: le più recenti e forse le più incisive quelle degli anni 70. Abitavo a Genova e ricordo Adele Faccio che condusse dure lotte per i diritti civili e il rispetto per la donna. Questo avveniva anche in altre città, Franca Rame ne è un esempio. Purtroppo alcune di queste lotte poi furono vanificate da un bieco pro o anti clericalismo. Il rispetto deve passare attraverso il nostro comportamento di uomini verso la donna. La donna ha migliorato la sua condizione lavorativa, ma il rispetto per la sua persona è migliorato? Credo di no, perché purtroppo è sempre considerata un oggetto da mettere  in mostra anche per colpa della donna stessa. In merito alla manifestazione: non credo che una protesta giusta nei principi ma sfruttata (la donna) per fini politici, e aizzata da guitti televisivi possa portare al rispetto della donna.
Berlusconi può essere considerato uno dei tanti uomini emblemi dell'antifemminismo più becero, ma chi sfrutta il rispetto della donna solo per scopi politici non è migliore, anzi, forze sono più vili. Credo da uomo felicemente sposato e rispettoso della donna, che il suo rispetto passi solo dalle proprie mani e dal suo intelletto che certamente non è minore di quello degli uomini. Anche se si riesce a sconfiggere Berlusconi con queste manifestazioni o con la magistratura, se la sinistra non ha programmi non riuscirà mai a governare.

Araldo Spairani

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