Lunedì 27 Giugno 2011

La vera origine delle difficoltà del centrodestra

Quello che emerge dalle intercettazioni telefoniche sul caso P4 sta dando un'immagine sconfortante dei nostro governanti. Si conferma il fatto che Berlusconi deve guardarsi più dagli avversari interni che da quelli esterni, addirittura dagli amici perché vi sono conversazioni nelle quali perfino quelli che sembrerebbero essergli più vicini lo criticano apertamente. Forse i guai del centrodestra arrivano anche da queste difficoltà: se in un partito, come in qualsiasi gruppo che deve gestire qualcosa, non c'è armonia, come si può pensare che questo partito riesca a trasmetterla ai suoi uomini nelle istituzioni e dunque al paese?

Paolo di Benedetto

Infatti il problema è questo. Il problema non è, come sostiene il ministro in uscita dalla Giustizia Alfano, di dare un giro di vite alle intercettazioni denunziando che si effettuino e si pubblichino quelle penalmente non rilevanti. Alfano ha ragione nel chiedere la tutela di cittadini che si trovano, senza colpe, sulle prime pagine dei giornali. Ma ha torto nel pensare che basti questo a risolvere l'affanno politico del governo e di Berlusconi. Se andiamo alla sostanza delle cose, non ci può sfuggire come la situazione sia peggiore di quel che si pensava che fosse. E' un continuo raccontarsi, tra uomini di potere e fedelissimi del capo, che il potere si sta squagliando e il capo forse s'è già squagliato. Ne vien fuori la rappresentazione d'un ceto politico dominante simile, molto simile, ad altri di passati periodi di decadenza, caratterizzati dalla guerra di tutti contro tutti. Anzi: da una serie di mediocri guerre. Un succedersi di litigi e intrighi sullo sfondo dei quali non s'intravede il benché minimo senso dello Stato. S'intravede solo lo stato, ormai senza senso, d'un tirare a campare ravvivato (si fa per dire) soltanto dall'accendersi e dal riaccendersi delle ambizioni personali. Un moralista francese del Seicento, Nicolas de Chamfort, annotò che l'ambizione s'attacca più facilmente alle anime piccole che alle grandi, come il fuoco si appicca più facilmente alla paglia e alle capanne che alle case. Anime piccole da tradurre, per venire alla nostra politica, come anime piccine. E paglia da abbinare alle tante code fatte dalla medesima, e che gridano allo scandalo della diffusione dei colloqui privati senza vergognarsi dello scandalo dell'inefficienza pubblica. Come dice lei, caro amico, a mancare è l'armonia, cioè tutto. Armonia, nel suo significato originario di termine greco, significa giuntura. Collegamento. Saldezza. Unione. Proprio tutto quello che vorremmo vedere e non vediamo.

Max Lodi

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